| |
recensione recensione discografia review recensione
biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online |
oggetto: recensione |
| |
 |
BLUES EXPLOSION
Damage |
label: Minerva / Goodfellas
formato: CD
genere: post-rock, experimental wave-rock
riferimenti: Mogwai, Tortoise
links: http://www.minervarecords.net
voto: 8 |
Jon Spencer ha da sempre poche
risapute passioni: il blues sempre number one, o meglio dire
the bluuuuuuuuuuues explosiooon, una delle due parole di cui
era composto il nome del suo gruppo precedente (no, non è
Galore), i Rolling Stones, le musiche ritmiche, siano stradaiole
o da club, l’hip hop, che ogni tanto viene fuori. Anche
il buon Jon è diventato uomo prevedibile, e “Damage”
è non troppo più di un mix tra “Acme”
e “Plastic Fang”, le più mani produttive
con la deriva pensata da New York verso Sud, in direzione
New Orleans. La cosa meno pronosticabile è stata infine
decurtare il suo nome dalla sigla sociale, ora solo Blues
Explosion. Jon Spencer non fa granché di nuovo; non
lo ha mai fatto, ma non è questo il punto. Prima avevamo
il necrofago, ora abbiamo l’entertainer; molto più
romantico il primo, decadente vamp il secondo, che ha un po’
perso il senso dell’anarchia e suona un rock and roll
quasi (adesso non esageriamo) convenzionale.
I dischi come “Now I Got Worry” erano ottimi per
molestare il vicino che oggi potrebbe chiedervi cosa state
ascoltando di bello mentre dimena i fianchi. Traccia numero
4, cioè “Crunchy”, groove pigro e ritornello
vincente (patinato?). Che Spencer lo stiano anche un po’
sdoganando (indice: una delle due Cris al concerto di Milano)
è chiaro, per ciò che ha fatto un Jack White
potrebbe allacciargli le scarpe.
Ma per ciò che fa, c’è sentore che questo
nuovo Blues Explosion non fosse così indispensabile,
senza bisogno di buttarlo troppo giù. Non si negano
comunque l’alzata dalla sedia e una shakerata a terga
imbolsite a “Burn It Off”, r’n’r rollinstoniano
(basettona alla Jon contro labbroni alla Mick) e non si capisce
se per celebrazione beota o parodia, e la contemplazione più
distaccata a “Damage” - riff lento letteralmente
distrutto da un break hip hop - o al bagno soul molto laid
back di “Spoiled”.
Bisogna dire che Spencer, Bauer e Simins si impegnano per
prendere qualche ideuzza da ospiti - addirittura due come
DJ Shadow e James Chance in “Fed Up And Low Down”
- e collaboranti (David Holmes, Dan The Automator, Martina
Topley-Bird), piazzando il loro zampino selvatico ma intellettuale.
Per quanto riguarda “Hot Gossip” con Chuck D,
la novità non è il rap (chi si ricorda “Flavor”?).
Piuttosto l’ex Pussy Galore non è abituato al
tono politico (quanto è maestoso, al confronto, il
“there is a war coming” di Nick Cave). Evidentemente
non ne poteva fare a meno, visti i tempi che corrono: George
W. Bush è riuscito a far politicizzare (contro) anche
i musicisti che non lo erano. Può darsi che per il
resto Spencer stia gestendo il suo prepensionamento artistico.
Normale, ma se tornasse a odorare di cantina, tutti glielo
perdonerebbero. |
|
|
 |
© UNMUTE.net - tutto
il materiale presente in questo sito è soggetto alle leggi
internazionali di copyright.
Qualsiasi uso dovrà essere preventivamente autorizzato
dalla redazione del sito e dagli autori dei singoli contenuti. |
|