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oggetto: recensione |
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CENSOR
Empire Holds Down |
label: Hive
formato: CD
genere: rhythmic noise - breakcore
riferimenti: Panacea, Cdatakill, Tarmvred
links: http://www.hiverecords.com/
voto: 7.5 |
Da NYC giunge il primo album
di Censor, un solo-project che esegue ogni trascendenza della
musica electronica moderna, erigendo precise variazioni stilistiche
e arricchendo i suoni di orchestrali sfumature digitali.
Un eccellente risultato per un lavoro capace di produrre sonorità
intriganti, allineare velocità supersoniche, collegare
atmosfere contrastanti e sommergerci poi con ipnotiche incursioni
sintetiche.
L'estroso operato di Censor ha anche il pregio di rapire il
nostro ascolto con il fattore imprevedibilità, raggiungendo
pregevoli passaggi d'n'b, sfrenate bordate power industrial,
sinuosi artifici experimental-noise, esuberanti proliferazioni
breakcore. Beats tempestosi che illuminano dimensioni al fulmicotone,
ritmi vertiginosi e dissonanze ipercinetiche da far muovere
le montagne! Un percorso underground intenso e complesso quindi,
da vivere se possibile anche su dance-floor.
Non azzardato l'accostamento a Panacea, Cdatakill, Tarmvred
o Silent Remain (Brume Rec.). Esaltano i contenuti più
beaty i remixes di Dj Hidden ("Grey Line Reality")
e Needle Sharing ("Cambodia"), mentre Displacer
("Union Square") e Larvae ("When 4 is not 3")
ri-assemblano i contenuti più dislocati.
Visioni urbane ad alto voltaggio. |
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