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CHIKINKI
Lick Your Ticket
label: Kitty Yo (2005)
formato: CD
genere: indie
riferimenti: Primal scream, Soulwax, Kasabian
links: http://www.chikinki.co.uk/
voto: 5.4

Strano caso, questi Chikinki, come strano e buffo peraltro il loro nome.

Perchè il quintetto di Bristol, giunto sino a noi ora con il loro esordio, in verità esiste dai primi anni di questo nuovo millennio, esattamente dal 2001, quando esordirono con un EP e una canzone trainante (“Like it or Leave it”) un pelino demodè: si trattava infatti di drum'n'bass con base ritmica ultra riciclata, adatta “solo” a ballare, senza pensare ad alcun contenuto. Insomma il progetto nasceva con tutti i presupposti per essere fagocitato dalla ventata inglese del “nuovo” (....) rock'n'roll.

Quello che ci propongono ora, alla lunga distanza, conserva il lato danzereccio ma acquista notevole spessore con chitarre taglienti e ritmate come un metronomo: il paragone -se mai dovesse esserci- con i belgi Soulwax può scattare quasi già alle prime note dell'opener “assassinator 13”, nella quale un ossessivo ed incalzante ritmo elettro-punk in salsa future-clash induce al ballo scatenato in pista. Quello che manca è la continuità, laddove può essere riconducibile ad una scarsa personalità. Tutto si esaurisce nelle prime tracce (“Ether radio”, arpeggi e riffs quasi epici mischiati all'elettronica da laptop usata con giusta moderazione), dove i ragazzi si giocano tutti i tributi, palesi o meno. Si va così da neanche tanto vaghi sentori di Primal Scream, ai già citati Soulwax (ma ahinoi, con le dovute proporzioni), il tutto miscelato con un gusto glam-coatto (“Scissor, paper, Stone”) che, se a tratti può risultare utile a dare mordente, d'altra parte risulta stucchevole, di un kitsch fuoriluogo e fuori tempo massimo.

Sinceramente a tratti ci si chiede che cosa davvero abbia portato il loro nome alla ribalta della stampa, e la risposta la si potrebbe trovare più nei crediti del disco che non nei contenuti: alla “regia” troviamo infatti il produttore di U2, New Order eccetera, in concreto la pedina giusta per essere lanciati nell'ambiente dove solo una smentita live (fra pochi giorni in Italia) della loro pochezza potrebbe esonerarli da una definitiva bocciatura. Un disco prescindibile, se non per i maniaci del genere electropop da club.
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  dicembre 2005
 
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