Debutto su etichetta Stoutmusic
per questo gruppo italiano guidato dal cantante/batterista
Enrico Manera, ex componente della Bandamanera, che insieme
ad altri musicisti di Torino, ha dato vita ad un progetto
che nasce dalla voglia di sperimentare partendo però
dalla tradizione forma canzone italiana per poi esplorare
nuovi territori che sconfinano nel post jazz e rock acustico.
Nei sette brani che compongono questo minialbum si passa
dalle struggenti armonie di “Sei Ancora Lì”,
alle suggestive dilatazioni sonore che vengono create nella
strumentale “Affondare”, dove ogni strumento
si ricava il suo spazio e combacia perfettamente con gli
altri in una sintonia morbida e appassionata. Il violoncello
di “Com’è” ricama note sommesse,
che danno ancora più pathos e tensione emotiva ad
un brano che parte lento, ma che poi viene travolto dall’urgenza
di comunicare le proprie sensazioni e si apre ad una parte
più rock, per poi ritornare ai toni pacati e sussurrati
dell’inizio. E ancora abbiamo l’incedere lento
di “A Volte Manco Io”, un brano disilluso e
sofferto che nella seconda parte acquista più vigore
come a significare che nulla è perduto, anche quando
sembrano mancare le forze per rialzarsi ed andare avanti.
“Pietra” in questo contesto è forse il
pezzo più convenzionale ed è quello che tra
gli altri emerge già nei primi ascolti. Le ultime
due canzoni che troviamo nella parte finale sono “Il
Prestigiatore”, strumentale dai toni jazzati, semplice
nella struttura che nulla aggiunge all’atmosfera del
disco, ed in certi momenti risulta un po’ piatta,
fino ad arrivare a “Se Cade Il Cielo” episodio
più libero; semplice ballata acustica con chitarra
e duce voci, ma che risulta leggermente acerba come se fosse
ancora in embrione.
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