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COCOROSIE recensione COCOROSIE COCOROSIE
La Maison de Mon Rêve
label: Touch and Go/Wide (2004)
formato: CD (12t-40:59)
genere: Folk Blues
riferimenti: Devendra Banhart, Beth Gibbons, Billie Holiday
links: http://www.cocorosie.com/
voto: 8
Due sorelle divise, abbandonate l'una dall'altra e con esperienze di vita trascorsa completamente diverse, si ritrovano, si (ri)scoprono e si fondono in una sola giocosa e fanciullesca anima, sullo sfondo Parigi con tutta la sua lussuria e il suo mistero, novelle sognatrici in un mondo fiabesco lontano da dove erano ieri e da dove siamo noi oggi. Scendere in strada, accorgersi delle piccole cose che ci circondano e delle grandi che ci sovrastano ma che poco guardiamo in questo nostro mondo, affossati come siamo nel Materiale, considerare il Sole, la Luna, la Pioggia compagne di gioco capaci di sorprenderci e di burlarsi di noi, immaginare che ciò che è potrebbe nascondere un suo "essere altro", vivere liberi da ogni convenzione. Trascorrere mesi in un piccolo appartamento, ascoltando la pioggia parigina, mettersi a nudo a vicenda per creare quell'entità di malinconia e infanzia ritrovata che è appunto CocoRosie e per rendere quel posto la casa del sogno. Sierra e Bianca Casady sono questo ma erano tutt'altro: cantante d'opera pentita la prima, giramondo divisa tra spettacoli di strada e passioni fetish la seconda.
Questa scarto di formazione non si avverte dall'ascolto de La Maison de Mon Rêve, dove appunto le singole esperienze
si sono annullate per crearne una nuova.
Una chitarra acustica sempre in evidenza e poi sparsi qua e là frammenti di piano, un flauto, un po' di percussioni, ma soprattutto le due voci ora bambine ora malinconiche ma sempre perversamente angeliche, disegnano i 12 acquerelli folk blues che compongono l'album, impreziositi anche da rumori d'ambiente (una radio, una sveglia, una catena e altri oggetti fatti tintinnare e cigolare da Bianca) utilizzati e a mo' di percussione e per ripetere la dimensione casalinga e quotidiana del loro fare musica.
"Terribile Angels" c'introduce al loro mondo incantato e subito vorremmo farne parte, "By Your Side" è l'anima di una casalinga afflitta e dimenticata, "Jesus Loves Me" è un gospel per un razzista osservante, il ricordo di un amore e di una passione persi ispira "Good Friday" e attraverso altre gemme d'intima bellezza ("Candyland", "Butterscotch", e "Madonna") arriviamo alla finale "Lyla", storia di una prostituta rassegnata il cui dolore ci trafigge grazie alla malinconia della voce, del piano e anche di quel rumore di disturbo.
La Maison de Mon Rêve è un'opera intensa e innocente, un disco fatto con nulla o quasi ma che ci regala molte più emozioni di altri. Basterà farlo entrare in noi una sola volta per non volerlo più abbandonare.
Un piccolo gioiello splendente.
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  aprile 2004
 
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