recensione recensione discografia review recensione biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online Marc Nguyen Tan Heat oggetto: recensione
 
COLDER recensione COLDER Marc Nguyen Tan
Again  
label: Output Recordings (2003)
formato: CD (9 tr.)
genere: electro / wave
riferimenti: Joy Division, Massive Attack, Suicide, Section 25
links: http://www.outputrecordings.com/
voto: 8.5

Colder è la creatura intelligente del compositore francese Marc Nguyen Tan, che a quanto pare lascerà un segno indelebile nei nostri raffinati sistemi sensoriali.
L'autore dimostra subito di avere una profonda conoscenza della genesi del post-punk, territorio calpestato per la prima volta da Ian Curtis & Co.
("Co." = New Order, ora). Ed è proprio da quelle atmosfere che Marc vuole
partire, per poi raggiungere miscele e prospettive sperimentali sollecitate da vibrazioni sintetiche ed emisferi policromatici. In una ben calibrata sequenza di immagini sonore, le essenziali ed ipnotiche liriche si sintonizzano su rare tonalità di chiaroscuro, lasciando il prisma di cristallo nelle mani della parte musicale.
Una narrativa minimalista e immaginifica quindi, che sottolinea l'ascolto con
poetiche itineranti misurate ed intime. Le nove tracce di questo CD si distribuiscono tra ipnotiche spirali urbane e siderali creatività elettriche, percussioni frenetiche e marziali si alternano a beats panoramici, bassi lucidi e rassicuranti mantengono la rotta del nostro stupore, mentre languidi riverberi oscillano tra infinite pozioni aurali alla deriva.
Il singolo "Crazy Love", che apre l'album e che molto ha contribuito a Colder di rendersi noto agli occhi del pubblico, ci ricorda importanti e indelebili suggestioni, sulla stroboscopica matrice percussiva le fà eco una più riottosa ed enigmatica "Shiny Star". Restano nei paraggi "Version" e "Where", ancora ricerche esistenziali da segnalare sul nostro taccuino, energie pulsanti, e quelle dinamiche ribelli che...
Riprendendo i sensi, sono i bagliori più downtempo a farsi avanti, ed ecco giungere gli sdoppiamenti psycho-robotici di "Confusion", le lunari distanze scenografiche di "One Night In Tokyo" ed il piano malinconico del loop solitario di "This River".
"Silicone Sexy" invece si ritaglia una dimensione ermetica tutta sua, beats
più voluminosi e bassi più dilatati, di colpo lo spazio si riduce e le pareti
cominciano a roteare lentamente. Ultima perla criogenica è la title-track
"Colder" dotata di suoni rarefatti e astrazioni totali, kraftwerkiane stalattiti fino a raggiungere una nuova cat-artica ibernazione...
Abbiamo incontrato commistioni sonore che sembravano nemiche in tempi remoti e che invece oggi sono risultate stimolanti e dimora di preziose emozioni. Un esempio, un varco ... una speranza!
Straordinariamente innovativo.

invia la tua recensione Francesco
  ottobre 2003
 
TOP