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CONFIELD
First EP
link: http://www.myspace.com/confieldband
formato: CD
genere: indie post-punk alternative rock
riferimenti: Joy Division, Interpol, Editors
voto: 9
Ci sono canzoni che ti colpiscono sin dalla prima nota, che ti conquistano con un solo unico accordo, che ti fanno capire di avere di fronte una band dal luminoso futuro perché in grado di fare veramente musica con la M maiuscola. Non capita tutti i giorni di provare certe sensazioni, ma nel caso dei Confield, band che si colloca idealmente nella scia degli indimenticabili Joy Division, parole del genere si possono davvero spendere senza paura di poter essere smentiti.

Il primo EP della formazione romana (Gianluca Buttari -vocals, Alessandro Bennati -bass, Luca Mamone -guitar/synth, Paolo Ferrara –guitar, Gabriele Maligno –drums) autoprodotto e in download gratuito (basta collegarsi al sito ufficiale della band, www.confieldofficial.com) ha avuto sul pubblico-e sul sottoscritto, come appare evidente- un impatto tale da rendere i Confield come una delle band rivelazione della scorsa stagione musicale. Un 2010 memorabile, che li ha visti esibirsi, e con successo, in alcuni locali della Capitale (indimenticabile la data al Circolo degli Artisti, insieme agli Spiritual Front), e infine protagonisti di un tour italiano di supporto a Peter Hook (An Unknown Pleasures Celebration).

Ma qual è il punto di forza dei Confield? Beh, innanzitutto potremmo dire una cosa: la semplicità. Lontani da quel certo glamour un po’ ruffiano che contagia più di una band (nostrana e non) ed assolutamente refrattari ad ogni tipo di compromesso musicale, i componenti del quintetto romano sono riusciti a comporre e suonare una musica che tocca le corde più profonde dell’anima, rievocando (e poi rielaborando in chiave moderna) quanto di buono ci veniva offerto un tempo dalla scena new wave inglese (ma non solo). Ciò che davvero colpisce, ascoltando questi cinque brani, è la sensazione di avere a che fare con una band navigata, con una formazione in voga da anni e non soltanto da una manciata di mesi: sicuramente, il felice connubio tra la potente voce di Gianluca Buttari (che molto ricorda nel timbro il mai troppo compianto Ian Curtis), e le architetture musicali che fanno da sfondo alle parole, creano un’atmosfera quasi di magia, trasportando l’ascoltatore verso vette di sublime meraviglia.

La potenza sprigionata da pezzi come “Big Big Bang” e “Polaroid” (di cui va ricordato lo splendido video ufficiale), la dolcezza insita in una canzone come “One Morning” fanno appunto ben sperare per il futuro, e testimoniano come, in Italia, nonostante ciò che ci viene (purtroppo) propinato da Festival “Old Style” e (presunti) Talent Show per neomelodici, si possa fare e proporre al pubblico dell’ottima musica. L’unica difficoltà potrebbe essere la collocazione della band in un genere specifico, perché definirli semplicemente dark o new wave, sarebbe oltremodo riduttivo: in realtà, le sonorità proposte dai Confield risentono molto (ed in modo positivo ovviamente) dell’ampio background musicale che sta alle spalle di un simile progetto, un bagaglio culturale di cui, ognuno dei componenti del gruppo, può pertanto (e legittimamente) andare fiero. In ultima battuta, giova ricordare che, allegato all’EP potrete trovare anche una bonus track (la meravigliosa “Shortcuts to Happiness”) che sarà sicuramente inclusa nel loro primo “full-length”, la cui uscita sembra ormai prevista per il 2011.

A questo punto non ci resta che attendere, nella speranza che, da tali premesse, possa veramente scaturire un magnifico successo. E che finalmente, anche il grosso pubblico, abbia la fortuna di scoprire che la vera musica, non è morta, che lotta disperatamente per sopravvivere, e che fa ballare ed emozionare, e commuovere, chi ha ancora cuore per saperla ascoltare.
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  marzo 2011
 
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