Damien Rice è un ragazzo
di 29 anni come tanti altri, irlandese, che nella vita ha
deciso di scrivere canzoni.
Il suo disco desordio, O, uscito in Italia
solo in questi giorni, è però già doppio
platino nella sua patria ed è stato sommerso da elogi
in ogni parte del mondo.
Damien Rice, allora, un ragazzo così normale non è
e ce ne accorgiamo ascoltando le dieci canzoni di O,
album prodotto dallo stesso Rice, nato in casa con un registratore
a otto piste e accompagnato dalla voce di Lisa Hannigan, che
tanto ricorda la Nico dei Velvet Underground, dal violoncello
di Vyvienne Lang e dalla batteria di Tano. O
è il disco di una persona debole, fragile, col
morale a terra. E il disco di una persona che si preoccupa
eccessivamente delle piccole cose che non vanno nella vita,
dice Rice, e non si può dargli torto: una profonda
tristezza, una dolcissima malinconia pervade le canzoni dellalbum,
una malinconia che strappa lacrime anche allascoltatore
più insensibile; è impossibile non innamorarsi
di O.
Lamore sembra essere il maggior responsabile del mal
di vivere di Damien Rice: Volcano è la
struggente dedica ad una ragazza che prende lamore troppo
alla leggera, un amore che fa soffrire anche in Delicate
e The Blowers Daughter.
Dolore a parte, lesordio di Damien Rice è soprattutto
musica e se in molti hanno accostato Rice al Jeff Buckley
di Grace, mai paragone fu più azzeccato:
per certi tratti sembra quasi che Buckley si sia reincarnato
in Rice e canti al posto suo. La voce di Damien, accompagnata
da chitarra acustica e violoncello, raggiunge dei vertici
che in Cannonball e Amie fanno venire
la pelle doca, quando poi alla voce di Rice si abbraccia
quella di Lisa Hannigan, come nella grandissima Cold
Water, si raggiunge lorgasmo della musica e del
sentimento.
Damien Rice è un poeta, un cantante e un compositore
magnifico. Damien Rice è un genio che ha dato vita
ad un album da conservare tra le proprie cose più care.
Jeff buckley, ne sono sicuro, sarebbe molto orgoglioso del
suo erede. |