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oggetto: recensione |
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DAVID SYLVIAN
Blemish |
label: Samadhisound (2003)
formato: CD
genere: ambient, electronic, art rock
riferimenti: Bark Psychosis, Mark Hollis
links: http://www.davidsylvian.net/
voto: 8 |
Una macchia (blemish, appunto) nella produzione di David Sylvian. Un disco radicale (minimalista come non mai) che non concede nulla ad un ascolto superficiale (melodia affidata alla sola linea vocale che si muove sullo sfondo di una serie di loop elettronici e di qualche improvvisazione chitarristica, con due momenti, inaspettatamente, più "orecchiabili" costituiti da Heart Knows Better e Late Night Shopping - la prima con il ritornello più accattivante del lavoro e la seconda con un gradevole battito di mani a scandire il ritmo).
Intriso di un'atmosfera malinconica e a tratti deprimente, e avvolto da un costante senso di smarrimento, offre una romantica consolazione soltanto in chiusura (là dove A Fire in the Forest - più dolce sia nel testo che nelle sonorità - risolleva un po' l'umore, ponendosi in netto contrasto con l'iniziale title track e riavvicinando al "vecchio" Sylvian).
I tredici minuti di Blemish (da soli) esemplificano la natura sperimentale (fondamentale la collaborazione con l'acclamato esploratore elettronico Christian Fennesz) di un album che fonda la propria "forza" sulla voce sempre più intensa e profonda dell'autore, sul suo timbro e l'inconfondibile stile di canto, accompagnati da un (non)accompagnamento di rumoristica ambient (dallo sciabordio e gocciolio liquido di Blemish, atto almeno a diluire, se non a dissolvere, le macchie sulla pelle, al crepitio del fuoco di A Fire in the Forest, un fuoco che, benché tiri giù qualche albero, dà l'impressione di essere purificatore e liberatorio).
Le improvvisazioni chitarristiche (affidate al monumentale Derek Bailey), presenti su tre brani (The Good Son, She is Not e How Little We Need To Be Happy), non consentono di stabilire se la voce abbia seguito la chitarra o viceversa, visto che i due elementi, pur camminando su strade diverse, si ritrovano spesso ad un incrocio.
Ora è una macchia che i più non notano e col tempo potrebbe anche sparire (così come potrebbe anche allargarsi). BLEMISH è un prodotto interessante e coraggioso, che si sia in grado di digerirlo o meno. |
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