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DEADBEAT
Something Borrowed, Something Blue
label: Scape
formato: CD
genere: Electronica, Dub, Ambient
riferimenti: Howie B
voto: 7.5
Dopo l'acclamato "Wild Life Documentaries", ecco la seconda prova dei Deadbeat, che riprendono il discorso interrotto due anni fa, e lo ampliano portandolo ad un livello più alto e di più ampio respiro. Scott Monteith, ovvero la mente e compositore di questo progetto, ci regala alcuni dei più affascinanti pezzi di dub ed elettronica degli ultimi mesi, arrangiati con la classe che lo ha sempre contraddistinto ed un gusto decisamente sopra la media.
Questo è un lavoro che va ascoltato dall'inizio alla fine nella sua interezza, come un lungo viaggio nelle sfumature sonore di brani come "Requiem", "Head Over Heels" o nella magnifica "Steady As A Rock", autentiche gemme di chi sa coniugare un certo tipo di elettronica minimalista con beat ricercati, raffinati e pieni di stile. Architetture sonore si susseguono costantemente e si districano in "A Joyful Noise" (Part 1 & 2)", prendendo tutto il tempo che richiede un brano per creare quel giusto groove oscuro e sotterraneo, a tratti intimista e molto coinvolgente. Ma la vera perla del cd è sicuramente "Quitting Time" posta alla fine (esclusa la outro); quasi dieci minuti di digressioni sonore di altissimo livello, ossessive, martellanti su un tappeto elettronico ricercato ed ipnotico.
Confermando quanto di buono aveva fatto con il suo debutto, Scott Monteith si rivela artisticamente molto maturo, e carismatico dal punto di vista musicale, producendo un lavoro che è destinato anche agli amanti del trip hop e di ogni sua derivazione.
invia la tua recensione Amedeo Verger
  marzo 2004
 
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