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DEADBEAT
Something Borrowed, Something Blue |
label: Scape
formato: CD
genere: Electronica, Dub, Ambient
riferimenti: Howie B
voto: 7.5 |
Dopo l'acclamato "Wild Life
Documentaries", ecco la seconda prova dei Deadbeat, che
riprendono il discorso interrotto due anni fa, e lo ampliano
portandolo ad un livello più alto e di più ampio
respiro. Scott Monteith, ovvero la mente e compositore di
questo progetto, ci regala alcuni dei più affascinanti
pezzi di dub ed elettronica degli ultimi mesi, arrangiati
con la classe che lo ha sempre contraddistinto ed un gusto
decisamente sopra la media.
Questo è un lavoro che va ascoltato dall'inizio alla
fine nella sua interezza, come un lungo viaggio nelle sfumature
sonore di brani come "Requiem", "Head Over
Heels" o nella magnifica "Steady As A Rock",
autentiche gemme di chi sa coniugare un certo tipo di elettronica
minimalista con beat ricercati, raffinati e pieni di stile.
Architetture sonore si susseguono costantemente e si districano
in "A Joyful Noise" (Part 1 & 2)", prendendo
tutto il tempo che richiede un brano per creare quel giusto
groove oscuro e sotterraneo, a tratti intimista e molto coinvolgente.
Ma la vera perla del cd è sicuramente "Quitting
Time" posta alla fine (esclusa la outro); quasi dieci
minuti di digressioni sonore di altissimo livello, ossessive,
martellanti su un tappeto elettronico ricercato ed ipnotico.
Confermando quanto di buono aveva fatto con il suo debutto,
Scott Monteith si rivela artisticamente molto maturo, e carismatico
dal punto di vista musicale, producendo un lavoro che è
destinato anche agli amanti del trip hop e di ogni sua derivazione. |
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