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DELGADOS recensione
DELGADOS DELGADOS
Universal Audio |
label: Chemikal Underground (2004)
formato: CD
genere: indie rock, indie pop
riferimenti: Flaming Lips, Mercury Rev, Belly, Beach Boys
links: http://www.delgados.co.uk/
voto: 8 |
I Delgados sono sempre stati
ai margini del fenomeno Brit-pop e di tutte le sue evoluzioni,
un gruppo che quasi volutamente non ha mai cercato il successo
accontentandosi dello status di “cult” band, cosa
che ha comportato avere dei fedelissimi che aspettano quel
capolavoro che i Nostri sarebbero in grado di fare.
Già, perché i Delgados hanno da sempre fatto
album con all’interno 4-5 pezzi praticamente perfetti
ma alla lunga distanza mancava sempre qualcosa per passare
alla storia (fatto che si ripeterà con questa nuova
uscita). Se con The Great Eastern (il loro lavoro
migliore) avevano raggiunto l’apice della creatività
il successivo Hate pur con canzoni adorabili dava
l’impressione che il loro estro compositivo venisse
schiacciato dalle eccessive orchestrazioni e dalla super-produzione
di Dave Fridmann, un lavoro potenzialmente splendido dove
la semplicità che da sembre li caratterizza è
stata soffocata.
Con Universal Audio i nostri hanno voluto fare un passo indietro,
spogliandosi di fiati e archi, e il risultato dopo alcuni
ascolti è qualcosa di semplicemente grandioso, con
le stesse intuizioni di The Great Eastern ma con quel wall
of sound che viene rigettato per dare sfogo alla loro
abilità di fare brevi e convincenti pezzi pop.
Non inganni la ruvida apertura di "I Fought the Angels"
dove Emma dà sfogo a tutta la sua drammaticità,
per inquadrare il lavoro basta farsi trasportare dalla seguente
"Is This All That I Came For" dove Alun ricrea una
Everything Goes Around the Water in tono minore,
così semplicemente pop e così perfetta con tanto
di cori e uno sguardo a Morrissey.
Emma è deliziosa in “Everybody come down“,
pezzo di puro alt-rock con un andamento che a tratti ricorda
alcuni lavori della 4AD (Belly e Throwing Muses), si rimane
un po’ spiazzati nel sentirla in pezzo così solare
con tanto di synth ma alla fine il risultato è convincente...
ecco una Juliana Hatfield in vacanza a Glasgow.
Finito l’intermezzo gioioso Emma ritorna su sentieri
a lei più congeniali in "Come Undone" dove
la sua voce accarezza piano e batteria, siamo ai margini di
un folk-pop prima di un finale magistrale, ma è con
"Get Action!" che ritroviamo i Delgados dei primi
album peccato che venga seguita da qualche passaggio un po’
a vuoto e non del tutto convincente (bits of bone). Ma è
ora di "Girls of Valour" il classico pezzo di indie-pop
che dominerebbe qualsiasi top 10 e chi ama questo gruppo non
riesce ancora a capire come non possano ancora avere quel
successo che meritano, la classic perfect pop song da 3 minuti
con tanto di coro alla Beach Boys che non si smetterebbe mai
di ascoltare.
L’ andamento del disco continua su questi cambi di rotta,
da una "Keep on Breathing" dove le due voci si aiutano
in una canzone dai toni drammatici con esplosioni orchestrali
e "Now & Forever" che stenta a decollare ma
nel finale epico dove danno sfogo alla loro capacità
visionaria anche se il meglio sembra ormai alle spalle.
Insomma, un lavoro che difficilmente conquisterà nuovi
ascoltatori ma in fans possono rimanese pienamente soddisfatti
e contenti di riavere i Delgados di sempre. |
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