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THE DEPARTURE
Dirty Words |
label: EMI (2005)
formato: CD
genere: Garage 80’s Rock
riferimenti: Joy Division, Futureheads, Maximo Park, Franz
Ferdinand, Interpol
links: http://www.thedeparture.com/
voto: 6.8 |
Northampton, UK. Un gruppo di
cinque elementi (voce, due chitarre, basso e batteria) nato
nel 2004 esordisce nella propria città. Tre sono i
dischi ad averli ispirati maggiormente: War degli
U2, Meat Is Murder degli Smiths, Violator
dei Depeche Mode; a modo loro, si sentono tutti e tre. Passano
sei mesi dall’esordio e riecco la stessa band, non più
su un palco di provincia ma sulle scene del Reading Festival,
il più importante del Regno Unito dopo il sacro Glastonbury.
Tutti gli spettatori stanno cantando il loro singolo d’esordio.
No, non è un sogno: quella sopra è la vera storia
di David Jones, Sam Harvey, Lee Irons, Ben Winton e Andy Hobson;
è la vera storia della loro band, i Departure, una
delle più veloci a calcare le scene del rock nell’ondata
di nuove bands d’inizio millennio. Come abbiano fatto,
davvero non lo so. Buona stella? Agganci giusti? Non ve lo
so proprio dire, perché i Departure sono davvero bravi
ma non hanno nulla in più di molte altre band a loro
coetanee che al successo ci sono arrivate più lentamente
e con un minimo di gavetta alle spalle. Buon per loro e bando
all’invidia, a noi non resta che godere di questo fresco
esordio targato EMI intitolato Dirty Words.
Parliamoci chiaro: non chiamateli geni perché qui di
geniale c’è ben poco. Chiamateli furbi, se volete:
i Departure hanno saputo sfruttare la scia positiva per i
gruppi che suonano come loro, raggiungendo il successo senza
suonare nulla di nuovo ma riprendendo qua e là delle
sonorità che vengono però riproposte con senno
e grande energia, garantendo minuti su minuti di una musica
decisa ed affascinante.
A chi assomigliano? Se vogliamo pescare dal passato, potrei
dire Joy Division, ma in fondo neanche troppo. Se vogliamo
pescare tra i colleghi che hanno appena aperto bottega, allora
il ventaglio si allarga: Franz Ferdinand ma, su tutti, gli
Interpol, quelli più vivaci (quelli di canzoni come
Evil per intenderci); e vi assicuro, agli Interpol
assomigliano davvero tanto: potete scambiare il cd per una
raccolta di b-sides dei newyorkesi e vi assicuro non fareste
una brutta figura.
Somiglianze a parte, i Departure ci sanno comunque fare e
dalla loro hanno una grande attitudine rock: le chitarre sono
sempre lucide e spietate, basso e batteria sono perfetti,
la voce fa bene il suo lavoro (raggiungendo il massimo nella
bella Arms Around Me). Per quanto riguarda la composizione
dei singoli pezzi e dell’album, vi sono delle canzoni
godibili che fanno da supporto a una manciata di altre che
spiccano per orecchiabilità e carisma: il sound pieno
e corposo dell’opening track Just Like TV;
Only Human, anche se la somiglianza con gli Interpol
inizia ad essere imbarazzante; la già citata Arms
Around Me; l’orecchiabilissima Be My Enemy,
che sembra scritta proprio per essere passata tutto il santo
giorno in radio; la conclusiva Dirty Words, che dà
il titolo all’album.
Un disco godibile dall’inizio alla fine, ideale in macchina
quanto durante una festa: se amate gli Interpol, datevi anche
ai Departure e non resterete delusi. Se invece ancora non
conoscete gli Interpol, allora è il caso di passare
prima da loro. Per andare a fare un giro a Northampton c’è
sempre tempo. |
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