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THE DIRTBOMBS
Dangerous Magical Noise
label: In The Red / Goodfellas
formato: CD
genere: rock'n'roll
riferimenti: Cheater Slicks, Bassholes, The Hunches, The Gories
voto: 8
Dopo "Ultraglide in Black", album di classici della black music coverizzati alla propria maniera, torna uno dei migliori gruppi garage-rock della scena di Detroit e dell'intero underground U.S.A..
Nello specifico è peraltro arduo descrivere l'album in questione solamente come uno dei tanti dischi di garage che ultimamente ci arrivano d'oltreoceano, tanti sono gli spunti ed i riferimenti (più o meno espliciti) che vi si trovano all'interno: il punk '77, il glam, l'hard-rock, il pop tutti a loro volta mutati attraverso ibridazioni con la cangiante materia black ed il suono della Motown, d'altra parte siamo sempre lì nella Motor City, Detroit.
Si parte con "Start the Party" ed inizia letteralmente una festa scatenata a base di garage-rock, qualche sostanza psico-attiva ed urletti femminili ululanti, un minuto e mezzo di pura passione per un suono ed una filosofia di vita. Poi la prima sorpresa "Get it while you can", suono classicamente rock con ammiccamenti pop ed una voce profondamente soul; ed il piedino lì, a battere il tempo senza che te ne accorgi. "Don't break my heart" ed il suono brucia come il cuore del cantante Mick Collins, nonostante le sue ripetute invocazioni alla lady di turno di non spezzargli il cuore; ma nessun problema subito dopo il sole splende di nuovo ed il cielo è sempre più blu "Sun is shining" pezzo meravigliosamente gioioso e soul, dove soul significa anima..e non money.
Poi "Earthquake Heart", un mezzo passo falso dove su un canovaccio rock canonico mi sembra di scorgere flebili forme brit..bha'. Per fortuna subito dopo, un flash, un fulmine a cielo (non molto) sereno "Thunder in the Sky" con chitarra ultra-distorta ed il batterista che picchia come un ossesso, e quando meno te lo aspetti l'altra metà del creato..esce questo refrain irresistibile di voci feline che invogliano alla danza più depravata. Si ripete poco dopo alla grande con un sound più propriamente punk ed il tono declamatorio di Mick che urla: "Stuck in thee Garage"! In mezzo un proto-hard anni '70 che si incendia alla MC5 "Motor city baby", d'altronde la città è sempre la stessa.
Si continua così tra punk e glam rock ("I'm through with white girls"), forme pop e suono hard ("21st century fox"), fino ad arrivare a quella gemma perduta che è "Stop", una di quelle tante perle misconosciute che l'indie americano ci ha regalato e che in un mondo migliore dovrebbe
trovarsi in cima a tutte le classifiche. Con quel giro di basso, con quel refrain magnetico, con quella voce femminile in leggero scarto temporale rispetto a Mick, un pezzo assolutamente memorabile. Poi ancora un glam-rock piuttosto transitorio ("Stupid") ed uno splendido funkettone (F.I.D.O.).
Infine sull' edizione cd come bonus tracks troviamo due cover molto interessanti, "King's lead hat" di Brian Eno ed "Exucutioner of Love" di Robyn Hitchcock, decisamente insospettabili per un gruppo In the red ma che passate sotto le grinfie del gruppo e del fido Jim Diamond (alla produzione) risultano esplosive. Se volete un vero disco rock lasciate pure stare robetta tipo Strokes, B.R.M.C., Kills ed epigoni vari e procuratevi immediatamente questa bomba sporca di
"sano e genuino" ROCK'N'ROLL. Ancora un altro centro per la benemerita "In the red".
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  marzo 2004
 
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