Questo quartetto, che si affaccia
appena adesso sulle scene indie internazionali, è finlandese
ed originario di Helsinki. La line-up vede Lauri voce/chitarre,
Heka alla chitarra solista, Joel alla batteria e Ville al
basso.
Le loro influenze musicali attingono nelle tavolozze dei primi
respiri new wave dei sempre più attuali eighties;
e per loro ammissione gli autori che li hanno maggiormente
influenzati sono i Joy Division, i Cure e gli Smiths.
Ma è facile avvertire nella loro musica anche similitudini
con formazioni con una storia più recente come ad esempio
i Ride (indimeticabili shoegazers) o gli attualissimi Interpol,
ai quali le loro sessioni chitarristiche sembrano volersi
accodare. Eredità sicuramente impegnativa
da gestire, ma una spiccata freschezza compositiva ed un brillante
approccio esecutivo fanno dei Dive un solido punto di partenza
con il quale osservare serenamente l’orizzonte dei propri
obiettivi artistici.
L’EP d’esordio “Confessions Of The Night”
ha permesso alla band di farsi conoscere dai media locali,
che li hanno particolarmente adocchiati e apprezzati con il
singolo “Death Of An Ordinary Family”. Dopo quindi
un promettente avvio, i Dive si ripresentano sui mercati discografici
realizzando questo secondo EP, che sembra essere andato immediatamente
sold out durante i recentissimi impegni live.
Il brano d’apertura “Alive” è
evocativo e arioso nel cantato, velatamente malinconico
grazie all’inserimento di violini, e con quella vitale
reattività delle chitarre propria dei gruppi post-punk
e cold wave. Il tepore volge a calore con “Precious
things” che possiede linee melodiche più dirette
ed un volume percussivo più ripido, inoltre nelle
liriche c’è anche spazio per allineare una
sequenza di parole piuttosto nota… love will tear
us apart.
La voce di Lauri comincia ad avere poco tempo per rifiatare
con la successiva “Speech”, difatti alquanto
spinta e vivace, e dotata di squillanti incursioni a sei
corde, i quali arrangiamenti sembrano ricalcare le semi
sbiadite copertine dei Chameleons più acerbi (ndr
The Fan and the Bellows). “To Have and to Hold”
assume tinte agrodolci e crepuscolari, le contrazioni ritmiche
diventano ora più meditative, dando spazio ad atmosfere
morbide e melodie temperate.
Raggianti sonorità... fortunatamente vive. |