| Bella sorpresa, di quelle che
non t’aspetti, questi E42. Nati dalla fine di un progetto
musicale del recente passato (noto ai più come “Elettrojoyce”)
il quartetto romano pubblica il consueto esordio –dopo
aver già dato alle stampe un EP di sei tracce-, dal
titolo “Libera”, e il risultato appare molto più
che convincente. Un lavoro che spicca senz’altro per
l’ottima qualità di incisione e produzione, presentando
un suono curato e avvolgente, quasi vellutato, mentre il booklet
all’interno del cd è corredato da splendide foto
e elaborazioni visive dai toni evocativi, nonché una
impaginazione molto elegante. Supportata da testi molto suggestivi
e mai banali (difficile ultimamente arrivare a tanto, in Italia)
la band capitolina propone una miscela di influenze che va
dalla musica d’autore italiana (Fossati su tutti, specie
per gli arrangiamenti pianistici) alle ultime tendenze internazionali
dal sapore retrò (Interpol), filtrando tutto attraverso
un continuo districarsi tra melodie sottilmente dark e malinconiche
-complice la voce di Andrea Salvati, timbro caldo e graffiante,
molto personale-. Tra le 12 tracce, di sicura presa i singoli
“Atomo”, “La notte di San Lorenzo”
e “A futura memoria”(quest’ultimo già
presente nell’EP “thealbumpart1”), abrasività
chitarristiche trattenute, echi nostalgici della wave inglese
’80, ma anche episodi meno diretti (come il leggiadro
giro di pianoforte in “ex flowback”, e i fluttuanti
cambi umorali di “Exhibition N.1”) dimostrano
una classe e maturità degni di ogni attenzione. Il
disco prosegue con qualche calo nel mezzo, ma la caratura
artistica del progetto risulta notevole fino all’ultima
canzone (quasi simbolicamente intitolata “l’ultimo
amore”) scarno sussurro folk, e quindi perla unica all’interno
dell’album, chiusura perfetta quasi a scandire un percorso
obbligato e rigoroso. A dispetto dei grossi nomi, una delle
cose migliori uscite quest’anno in Italia, e chissà
che un buon tour promozionale non porti la band degli E42
sulla bocca di tutti. Nella più sincera speranza che
ciò accada, un elogio sentito. |