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EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN recensione NEUBAUTEN
Perpetuum Mobile
label: Mute (2004)
formato: CD
genere: industrial, experimental
riferimenti: Caspar Brötzmann, SPK,
Psychic TV, Current 93, Throbbing Gristle
links: http://www.neubauten.org/
voto: 7,5
No, gli Einstürzende Nubauten non sono gente da cui aspettarsi banalità. A ragione, con un passato fatto di espressioni perentorie, "Kollaps", "Tabula Rasa", "Silence Is Sexy", di scioglilingua teutonici - "Zeichnungen Des Patienten O.T." e l'incredibile "Fuenf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala" - nonché di riassunti antologici chiamati "strategie contro l'architettura" ("Strategies Against Architecture" o "Strategien Gegen Architekturen"), è illecito prospettarsele anche solo nella scelta di quale nome dare a un disco. Poco soddisfacente per il gruppo (almeno a parole), il termine "Perpetuum Mobile" è in realtà indicativo del moto continuo di idee che si registra in casa Neubauten. Il non essere mai statici e il mai girare a vuoto è qualcosa che ha sempre contraddistinto l'intrepida formazione teutonica a partire proprio dalla necessità costitutiva di trovare o inventarsi da sé gli strumenti della propria ricerca.
Dalla fenomenologia dei titoli del gruppo tedesco a un po' più di sostanza, si segnalano Blixa Bargeld e i suoi (Alexander Hacke, Andrew Chudy, Jochen Arbeit, Rudolf Moser) mai seduti sugli allori neanche quando si tratta del nono album di studio in quasi venticinque anni (non contando antologie, né live, né remix, né colonne sonore). Tanto che Blixa, che degli edifici che crollano è l'anima vera, si è rimesso ancora più profondamente in gioco nel momento in cui, abdicando con gentilezza al ruolo di chitarrista dei Bad Seeds, si è sollevato dal suo incarico parallelo più impegnativo. Rinuncia non da poco, se consideriamo che spalleggiò Nick Cave dai tempi dei suoi esordi da solo ("From Her To Eternity", 1984) e anzi ancora prima, esattamente dalle ultime vicende dei Birthday Party sotto il cielo sopra Berlino Ovest.
Ponti, trapani, cemento, metallo, pelle, carne, oltre alle "normali" chitarre, tastiere e percussioni, sono gli "attrezzi" che hanno fatto dei berlinesi quegli sperimentatori mai domi della musica industriale, e quindi di un linguaggio personalissimo, che sono.
I loro vari approdi, dal collage violento di "Kollaps" alle prime canonizzazioni rock di "Halber Mensch" con la poligamia dei successivi dischi fino l'attenzione melodica di "Silence Is Sexy", portano or dunque a quest'ultimo "Perpetuum Mobile".
Se in "Kollaps" (1981) risuonavano un trapano in azione su un muro di cemento ("Stef Auf Berlin") e le abluzioni di solidi nell'acqua stagna di un lavello ("Negativ Nein"), adesso è la volta dell'aria e della plastica, o almeno così sembra. Il riassunto di tutto il concetto dell'album: suoni dell'aria e il movimento perpetuo. "Boreas" è una musica descrittiva e mitologica su di un rettifilo di acciaio amplificato, installazione eolica di carta e ventagli elettrici, tubi di plastica e loop vocali. "Perpetuum Mobile" (2004) vede dunque l'uso delle pistole a spruzzo e dei compressori, assieme ai tubi di plastica, come di una nuova risorsa musicale.
Il disco in effetti assomiglia a "Silence Is Sexy", con le canzoni che hanno melodie e strutture, direi, armoniche intelligibili, per quanto suggestive, pur di scombiccherare chimicamente la normale forma canzone. Plastica e aria compressa, dunque, a partire dai fasci di compressori pneumatici e battimani precisi al quarzo che segnano il passo di "Ich Gehe Gezt", l'inizio con la sordina (il silenzio è d'oro, anzi, è sexy), mentre per un brano complesso e scalare come quello che dà il titolo all'intero disco (poliedro, parallelepipede, piramide, cubo, al punto che ciascuno ci sentirà ciò che vuole. Anche l'idea motoria immobile di un moto perpetuo: siamo alla Scolastica), e che viene subito dopo, ci sono almeno tre moduli musicali che si intersecano e un carnet comprensivo di percussioni elettroniche e metalliche, copertoni (questi si sentono ancora meglio poi in "Der Weg ins Freie") e l'air cake, lo strumento che si vede in copertina e che ha creato Andrew Chudy: si sovrappongono due piani di contenitori vuoti legati con nastro adesivo (bottiglie di plastica, bombole, lattine), inframmezzati da due strati di polistirolo; l'intero imballo viene quindi messo in moto sul piano di un giradischi.
Il taccuino include anche coperte e accendigas, in "Ein leichtes leises Säuseln", con una linea ambientale di Fender Rhodes. Archi, ottoni e campane tubolari servono invece per impiattare "Selbstportrait mit Kater"; ancora sezione di ottoni e le stesse campane per l'eurasiatica "Ein seltener Vogel" (vi ricordate di "Armenia"?), poi archi, di nuovo, per la ternaria Grundstück (dodicesimo e ultimo pezzo); quindi, i fiocchi di polistirolo per "Ozean und Brandung", la pedal steel guitar per "Paradiesseits" e il vibrafono di "Youma & Meyou", unico brano interamente anglofono [altre canzoni hanno dei versi in inglese, o un titolo non tedesco, nel caso di "Dead Friends (Around The Corner)"]. Queste le curiosità.
L'altro aspetto nuovo nel lavoro di gruppo è il rapporto instaurato con i propri sostenitori. Attraverso il sito ufficiale (www.neubauten.org) il pubblico ha seguito le operazioni per "Perpetuum Mobile", durate da agosto 2002 a giugno 2003, e svolto la funzione di consigliere interattivo. Qualcosa di più e di diverso da quanto avviene di solito. E nell'uso delle reti informatiche, e nelle aperture ai supporter. Certo, ci vuole una base di fans fedele ma anche critica, soprattutto competente, con dei musici disposti ad ascoltare. Cosa inimmaginabile in altri contesti. Ma se "la vita sugli altri pianeti è difficile" - dice la "Selfprotrait Mit Kater" che nel ritorno ossessivo dei suoi colpi conserva l'eco della vecchia "Z.N.S" - gli Einstürzende Neubauten, se non altro pianeta, sono satellite a parte nel mondo della musica. Il "difficile" dà più stimoli.
No, quello tedesco non è proprio il gruppo da cui attendersi ovvie formalità.
invia la tua recensione Tommaso Iannini
  novembre 2004
 
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