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ENIK
Without A Bark
label: Wonder - Audioglobe (2004)
formato: MCD
genere: electronica - pop/rock
riferimenti: Björk, Nine Inch Nails
links: http://www.enik.net/
voto: 9
La recente collaborazione con i Funkstorung ha tutta l’aria dell’espediente per procacciarsi l’attenzione di giornalisti e addetti ai lavori. Basta ascoltare dall’inizio alla fine questo album d’esordio (i pregi degli ep’s, ndr.) per realizzare che Enik ha personalità da vendere senza il bisogno di tirare in ballo due personaggi della risma di Chris De Luca e Michael Fakesch.
Sublimando approccio cantautoriale e laptop music, il giovane musicista di Monaco riesce dove molti hanno fallito. “Without a Bark” lascia un segno indelebile. “Tired Heads” e “How to destroy” sono un passepartout che scardina irrimediabilmente i sempre più labili confini tra generi musicali apparentemente inconciliabili. Note di pianoforte, assolo di viola, beats digitali e incursioni glitch convivono in un sincretico affresco in cui si ritaglia spazio l’inconfondibile voce del nostro, in tensione tra esagerato espressionismo e ponderata melodia.
Un Enik che paga il dazio a sua maestà Trent Reznor in “Chaos The Drug” e all’eccentrico folk di Tom Waits in “Diamond City”, due momenti che si collocano agli antipodi di una musica surreale ed ipnotica, in cui si riflette il retroterra ibrido, neppure metabolizzato, di un ventitreenne alla ricerca di sé.
invia la tua recensione Filippo Boccarossa
  agosto 2004
 
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