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FAVEZ recensione FAVEZ recensioni review
Old And Strong In The Modern Times  
label: Echo (2005)
formato: CD (10 tks, 40:26 min)
genere: Pop Rock
riferimenti: Idlewild, Snow Patrol
links: http://www.feederweb.com/
voto: 7
Dopo essersi lasciati alle spalle il periodo difficile che ha fatto seguito alla scomparsa del loro batterista Jon Lee, i Feeder tornano con “Pushing The Senses”, successore di quel “Comfort In Sound” che nel 2003 riscosse un discreto successo specialmente in Inghilterra.
Appare chiaro fin dall’inizio che il trio ha raggiunto se possibile un approccio compositivo ancor più maturo rispetto ai precedenti lavori, permeato come sempre da una malinconia velata e a tratti piacevole.
Ai Feeder va sicuramente riconosciuto il merito di saper scrivere delle canzoni raffinate con delle melodie avvolgenti capaci di colpire già ad un primo ascolto, come nel caso dell’opener “Feeling A Moment” o del primo singolo estratto “Tumble And Fall”. La voce di Grant Nicholas è ora molto dolce, ora sofferta ma sempre piena di personalità, in grado di valorizzare delle canzoni delicate ed intimiste, come la title track, o “Bitter Glass”, toccante ed introspettiva.
Il rock incattivito degli esordi sembra aver lasciato spazio a episodi più ragionati, con le chitarre che non tendono mai a sovrastare le melodie del terzetto gallese, e poco importa se in alcuni episodi alcuni falsetti sembrano ricordare quelli di Bono, nessuno ha mai preteso qualcosa di troppo originale da loro. Efficace al punto giusto la batteria di Mark Richardson, ex Skunk Anansie che crea il giusto tappeto sonoro dove appoggiare atmosfere intense ma sempre rilette in chiave pop rock. La produzione come al solito molto pulita e curata fa sì che tutta la loro classe venga fuori soprattutto nella ballata per pianoforte “Frequency”, e nell’acustica “Dove Grey Sands” che chiude l’album.
Per chi li conosce c’è da dire che non si sono discostati molto da quanto hanno già fatto in passato, anche se “Pushing The Senses” resta comunque un disco molto sentito, poco originale forse, ma con un anima sofferente e ammaliante che non mancherà di conquistare nuovi fan, specie tra quelli che vogliono ingannare l’attesa per il nuovo lavoro dei Coldplay.
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  marzo 2005
 
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