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FOR AGAINST
December
label: Words On Music (2005)
formato: CD (9 trks – 36:21 min.)
genere: post-rock, cold wave
riferimenti: Sad Lovers & Giants, Chameleons, Lowlife, Kitchens Of Distinction, Pale Saints, Comsat Angels, Names
links: http://txe.swa.com/for_against/
voto: 7.6
Torna a far parlare di sè una band nata nella metà degli anni ottanta. Formazione, questa dei For Against, alla quale forse solamente oggi si può riconoscere una degna considerazione, e questo anche grazie alla fervente rivalutazione odierna di quel ramo della cold wave/post punk al quale il terzetto del Nebraska è sempre appartenuto.
Dopo aver pubblicato per la prima volta su CD il loro primo lavoro “Echelons”, la casa di Minneapolis Words On Music compie un nuovo pregevole passo, vale a dire la ristampa del CD di “December”, secondo album ricercatissimo e molto amato dagli estimatori di questo seminale sound. Musiche che sembrano aver trasmesso molti spunti creativi alle nascenti realtà di quel periodo (1988) come i Pale Saints, Ride e Kitchens Of Distinction.
Crocevia di stili e atmosfere, la musica dei For Against si articola su chitarre brillanti ed espansive (suonate da Harry Dingman III), il basso ribollente e disinvolto, ritmi rutilanti (by Greg Hill) ed una malinconica voce.
Saettante l’apertura di “Sabres” che morde il terreno tonale con un basso dirompente sul quale vanno ad intarsiarsi chitarre lucenti, ricche di effetti e puntuali in ogni loro ricamo melodico, la voce di Jeffrey Runnings (che suona anche il basso) si libra ipnotica lungo intense distese ventose, tra esplorazioni dream pop e chiaroscuri cold wave.
Nelle battute iniziali appare più pastorale e forse un po’ meno imprevedibile la successiva “Stranded In Greenland”, che sembra essere stata composta per narrare i paesaggi della terra d’origine della band. “Svengali”, la più breve tra le tracce dell’album, collima stratificazioni melodiche molto avvolgenti, giocando con patterns incalzanti e discese libere a 4 corde. Corde che si estendono a 12 negli arrangiamenti di “They Said”, la quale unisce i classici schemi di quel periodo (usati anche da Sad Lovers e Lowlife) a soluzioni strumentali che sembrano inesorabilmente lanciati verso il futuro. Echi smrigliati ed ombre dilatate operano cambiamenti incisivi nelle semi inerti atmosfere di “The Effect”, il nucleo dell’album si colora di introspezioni armoniche suggestive calibrate da delicati rapimenti autunnali che si allineano più marcatamente nelle flessuosità esplosive ed eteree della titletrack “December”, dotata di una progressione finale imponente e al tempo stesso struggente. Con “The Last Laugh” vengono create aree emozionali cangianti e la tecnica assume forme ancora più particolari. Ancora fughe di basso e slanci dream pop nelle ariose contemplazioni di “Paper Whites”, la quale racchiude anche un raro assolo chitarristico di Harry. Il coinvolgente suono dei For Against ci saluta attraverso l’ultima traccia “Clandestine High Holy”, dove la band ha ancora molte energie per accompagnarci in un percorso armonico ricco di dettagli sofisticati e richiami siderali.
…E’ l’ora di portarsi a casa questo raffinato CD.
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  ottobre 2005
 
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