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GIARDINI DI MIRO'
Hits For Broken Hearts And Asses
label: 2nd rec (2004)
formato: CD (12 tr. - 63:59 min.)
genere: indie rock
links: http://www.giardinidimiro.com/
voto: 7.5
I Giardini di Mirò sono, a mio avviso, il miglior gruppo della scena alternativa italiana. Dopo poco più di un lustro di attività, eccoli stampare una raccolta dal titolo quanto meno stravagante, che racchiude i primi lavori della band, ovvero, come dice espressamente Jukka Riverberi nelle note interne al digipack, “Hits for broken hearts and asses is a polaroid of gdm’s youth”. Effettivamente il suono dei GDM è oggi maturato.
L’ultimo “Punk… not diet!” li ha proiettati verso nuovi orizzonti, con dei suoni decisamente più curati, alla ricerca di una veste pop, senza mai abbandonare quelle trame musicali che li contraddistinguono da sempre.
Questo cd ci riporta alle origini, quando i suoni delle chitarre erano ruvidi e le tracce erano esclusivamente strumentali. Eppure, la dolcezza che si respira ascoltando brani come “Juicefuls” e “Dancemania” lascia senza parole, trasportandoti in una dimensione onirica da cui non vorresti mai tornare.
La bravura dei GDM è quella di saper unire il suono di una chitarra tagliente con quello soffice di un violoncello o un violino, come in “Tom (ahawk) Cruise”, oppure alle calde note di un sax o di una tromba, come nel caso di “Penguin Serenade”, già nota ai conoscitori di “Rise and Fall Of Academic Drifting”. La ritmica in canzoni come “Pearl Harbor”, “Song 4” o “Città di Vetro” è un crescendo, fino a diventare serrata, quasi claustrofobica e chitarre fragorose tessono melodie che mai si perdono nel noise armonico che riescono a creare. Il paragone con i Mogwai o GYBE, sarebbe fin troppo facile ed ingeneroso.
L’ascolto delle loro canzoni non lascia indifferenti, non fa pensare ad una copia sbiadita. Pur traendo ispirazione da questi gruppi, hanno la capacità di sapere trasformare emozioni in musica, sanno comunicare, sono vivi.
I Giardini di Mirò sono oggi un patrimonio importante che non possiamo trascurare, anzi, abbiamo l’obbligo di seguire, perché a goderne saranno i nostri cuori.
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  febbraio 2005
 
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