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HECTOR ZAZOU recensione Hector Zazou
L' Absence
label: Santeria / Audioglobe (2004)
formato: CD
genere: lounge, experimental wave, trip-hop
riferimenti: Rain Tree Crow
links: http://www.takticmusic.com/artistes/zazou/
voto: 7
Ancora un prezioso nuovo album per l'instancabile franco-algerino Hector Zazou, un'opera che segue di pochi mesi l'uscita del precedente "Strong Currents (Sonora Portraits 2)". Il maestro ci ha ormai abituato a riscontrare nei suoi lavori un vasto numero di artisti ospiti, privilegiando tra queste scelte le voci femminili, ed inseguendo sempre un'idea fatta di innovazione, sperimentazione, viaggio attraverso il sogno.
In quasta nuova avventura, la line-up selezionata dall'autore vede la partecipazione di: Nicola Hitchcock, Caroline Lavelle, Emma Stow, Asia Argento, Laurence Revey, Edo, Lucrezia Von Berger, e Katrina Beckford. La linea sonora impressionista di Hector Zazou diffonde ancora una volta le sue sensuali trame, contese da riverberi etnici e vibrazioni digitali.
Ed è proprio su questi due essenziali linee tematiche che si estenderanno le 11 tracce dell'album.

Occupiamoci subito della prima faccia dell'astro "L'Absence", prettamente strumentale e evanescente. La traccia d'apertura "Etranges Attracteurs" mostra complessi giochi di luce dai tenui bagliori elettronici, una suite introduttiva strumentale trasparente e sognante che anticipa le moderne evoluzioni ambient di "Trouble Fete" e "Coeland". Più raccolte e classiche le minimali incursioni di "Joseph & Tim", pianoforte languido servito su sfuggenti panorami d'epoca.

E poi il gruppo delle tracce vocalmente popolate...
Scorrono unitamente lungo un fiume di note suadenti e romantiche emissioni: "Surrender" (ed il ricordo di Sade entra improvvisamente in questa reverie), leggermente più intense le sabbie lunari di "Lies Will Flow". Forse la più brillante risulta essere "Paralysed" con Emma Stow e Laurence Revey, dalle immediate iniezioni di bellezza e malinconia. Con il testo in francese, "Elle Est Si Belle" (interpretato da Edo) e "Double Jeu" (con Asia Argento) cercano di incrementare la passione, illuminando scenari di rara eleganza. Si riprendono le pieghe ethereal/trip-hop con "Eye Spy", leggera ed ipnotica. La chiusura trova una eclettica e instabile "The Workers", forse il brano più difficile ma sicuramente interessante grazie alle sue elettricità compositive.

Un'opera semplice e raffinata.
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  febbraio 2004
 
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