Registrato tra Berlino e Barcelona, “Wired Stuff” è l’interessante disco d’ esordio di Heidi Mortenson, che nonostante si affacci solo adesso sul mercato discografico ha già una discreta esperienza accumulata dal vivo nei vari club europei.
Le canzoni si presentano con una struttura robusta e con dei beat abbastanza impetuosi e disordinati (Workin On It), solo in alcuni casi smorzati dalle linee vocali della Mortenson (In The Streets), ed in altri certamente rafforzati con un mood acido e pungente (Player).
“I Just Know” oltre ad essere il brano d’apertura è una vera e propria dichiarazione d’intenti, in cui Heidi mette in luce la sua complessa personalità, che si riflette anche nei testi obliqui e penetranti, mentre “On The Move” conquista con il suo andamento indolente che non avrebbe sfigurato in un disco di Peaches o della più “riottosa” Miss Kittin.
Nel mezzo ci sono episodi che non convincono del tutto, in cui l’aspetto autoreferenziale della cantante danese ètroppo marcato, ed il tutto risulta abbastanza sfocato (Less And Less, Surfer Grrl).
Quello che ne viene fuori è un lavoro energico e stratificato, in cui le canzoni grazie anche ad una produzione molto accurata, dopo un approccio leggermente ostico si rivelano in tutta la loro brillante inquietudine, nascondendo delle armonie accennate, ma allo stesso tempo ben delineate, assolutamente rilevanti per darne più consistenza.
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