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HOT CHIP
Made In The Dark

Label: DFA (2008)
Formato: CD
Genere: Pop
Links: http://www.myspace.com/hotchip
Riferimenti: LCD Soundsystem, The Rapture, Zongamin, Mu, !!!
Voto: 8

MADE IN THE DARK è un titolo che lascia pensare ad atmosfere scure e notturne, ma questo nuovo disco degli Hot Chip ha ben poco di "buio" e, ascoltandolo, difficilmente si riesce a star fermi. Il quintetto londinese prosegue (quindi) il sentiero "danzante" intrapreso col precedente THE WARNING, spingendo ancora di più il piede sull'acceleratore del ritmo e sulla commistione di suoni e generi.
A rendere "onore" al titolo, infatti, ci sono poche canzoni, a partire dalla title-track: un quieto soul dove sono in primo piano le voci del duo Goddard-Taylor, accompagnate da poche note di piano e da una chitarra essenziale, e sostenute da soffici fruscii percussivi. Troviamo, poi, la malinconica Whistle For Will, intrisa di freddi synth che rendono l'atmosfera quasi decadente, e l'armoniosa nenia notturna di In The Privacy Of Our Love che si spegne con suoni di carillon per una dolce buonanotte. In mezzo, invece, c'è la delicata ballata We're Looking For A Lot Of Love, nella quale Joe Goddard fa da contraltare "scuro" e riflessivo alla soffusa malinconia evocata da Alexis Taylor.
Insomma, MADE IN THE DARK perché (probabilmente) il disco è stato realizzato di notte; e non è difficile immaginare i cinque Hot Chip intenti a registrare giocando con la strumentazione di studio a loro disposizione. Del resto, il lavoro si apre con l'incalzante e scattosa ritmica di Out At The Pictures, connotata da una solare atmosfera psichdelica di stampo California fine anni 60. si prosegue con l'incedere quasi ipnotico e ossessivo di Shake A Fist, venata di una melodia orientaleggiante che fa da sfondo a canto e controcanto prima di cedere il passo a un cambio di struttura che spezza il brano in due (salvo, poi, riprendere il tema iniziale nel finale), conferendo un andamento di elettronico caos danzante (con cicalini vari e sornioni pulsazioni rumoreggianti di basso). A completare il trittico scuoti-ossa iniziale giunge il singolo apripista Ready For The Floor, il cui titolo è già tutto un programma e ci pone sulla pista da ballo secondo i giocosi e raffinati canoni dell'"hot chip style".
Potrebbe bastare questo, ma c'è molto altro: dall'elegante (e irresistibile) galoppata disco-funk di Hold On al robotico tribalismo di Bendable Poseable; e dalla spettrale (ma niente affatto inquietante) marcetta di Don't Dance (con tanto di synth ululanti) al folk-soul di Wrestlers (con intermezzi rappeggianti).
Continuate pure a lavorare nell'oscurità, cari Hot Chip, se i risultati sono questi.
invia la tua recensione Giuseppe Vuolo
  marzo 2008
 
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