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ISOLÉE
We Are Monster
label: Playhouse (2005)
formato: CD
genere: electronica
riferimenti: Swayzak, isan, Kreidler, Boards Of Canada
links: http://www.isolee.de/
voto: 8
Se con Rest era impossibile non restare intrappolati tra le maglie della rete di suoni spiegata da Isolée (Rajko Muller), questa volta la musica s'insinua direttamente sotto la pelle, andando poi ad imprimersi nel cervello.
We Are Monster è un piccolo miracolo di elettronica che non poteva venir fuori da altro paese che la Germania, patria dei padri fondatori del genere, ossia i Kraftwerk.
L'album sorprende per la sua natura ingannevolmente amorfa connotata da ritmiche meccaniche reiterate (ma mai - stranamente - ossessive) e da atmosfere asettiche. Ogni traccia si perde nella disperata ricerca di accostarsi alla forma canzone più standard e alla commistione tra techno e rock, tra suoni sintetici e quelli prodotti da strumenti "classici" (ma le chitarre che possiamo distinguere sono reali?).
Sono gli ultimi barlumi di luce prima di essere sommersi da clangori metallici, da patterns che s'inseguono e si spezzano, che s'intersecano mutando in qualcosa d'ignoto. Prima di scomparire tra voci che diventano freddi sussurri robotici, e in echi infiniti che proiettano in un'algida dimensione animata da pulsanti battiti elettronici.
Si tratta dell'ideale colonna sonora per il dancefloor di un pianeta extraterrestre popolato da sconosciuti umanoidi, oppure di una discoteca del futuro i cui avventori sono androidi perfetti.
Questo disco è un enorme agglomerato cibernetico e digitale in continua espansione sotto le cui fondamenta è sepolto il mostro che l'ha creato; un mostro inglobato nella deriva del sonno elettronico di Pillowtalk che segna il definitivo distacco tra la realtà umana e quella dell'automa.
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  febbraio 2006
 
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