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JASON MOLINA
Pyramid Electric Co |
label: Secretly Canadian/Wide (7t-41:33)
formato: CD/LP
genere: slow folk
riferimenti: Will Oldham, Nick Drake
voto: 8 |
Songs: Ohia non esiste più.
Ora chi stava dietro quel moniker, Jason Molina appunto, pubblica
il primo album sotto il proprio nome di battesimo seguendo
le orme di Will Oldham, indiscusso maestro del cantautorato
anni Novanta e dichiarato padre artistico di Molina. Pyramid
Electric Co giunge ad un anno di distanza dal gemello,
Magnolia Electric Co; gemelli eterozigoti perché
quest'ultimo era frutto di una session avvenuta con il supporto
di un vero e proprio gruppo ed era un disco corale, pieno
d'arrangiamenti corposi e orientato verso sonorità
rock mentre il nuovo lavoro è registrato in completa
solitudine ed è un disco intimo, sofferto e disperato.
Nell'album c'è solo Molina con una chitarra, fatta
eccezione per il secondo brano dove siede al piano, ma, a
ben sentire e leggendo i testi, si scopre che il cantautore
non è solo bensì circondato da fantasmi, accompagnato
da quelle insicurezze, cure e drammi che sono le ombre d'ogni
uomo.
Dormendo nello studio, scrivendo fino a tarda notte, cantando
come se nessuno mai lo sentisse, come se fosse sepolto per
l'eternità, e registrando nella mattina seguente all'arrivo
del fido Mike Mogis, già con lui nello splendido Ghost
Tropic; così è nato Pyramid
.
L'album si apre con la title track: lande desolate, un uomo
picchia e accarezza la sua chitarra elettrica nel vuoto e
nell'oscurità, consunto dalla rassegnazione, intona
il dolore; nel finale il canto si fa ancora più disperato,
la voce arriva da lontano, l'abisso è sotto i nostri
piedi e una freccia grondante sangue pende sulla nostra testa.
Dark repetition. "Red Comet Dust" è l'unico
pezzo in cui Molina suona il piano: un debole pulsare, lenti
tocchi sparsi sui tasti, un canto che implora il proprio legame
alla terra. In "Division St. Girl" e "Honey,
Watch Your Ass", l'uomo si rivolge il suo lamento verso
due donne: è terribile, pericoloso farsi accompagnare
dalle sue parole tanto scavano in profondità nell'anima
e nel cuore ma un gusto masochistico per il dolore vissuto
ci attrae, come forza gravitazionale, verso questo mondo di
solitudine e disperazione.
Con "Song of the Road" e "Spectral Alphabet"
lo spirito di Drake s'impossessa di Molina, mentre Jason sta
giocando una partita a scacchi, speriamo infinita, con la
Morte. Il congedo è affidato alla struggente "Long
Desert Train", esemplare descrizione di un dolore che
continua a crescere e mai s'affievolisce, di cuori in fiamme
che ci bruciano, dell'inadeguatezza e dell'impossibilità
di cambiare il corso degli eventi. Pyramid Electric
Co è un album difficile, richiede numerosi ascolti
e, se la Black Lodge lynchiana richiede la Paura per aprire
le sue porte, qui è necessario il Dolore per visitare
queste stanze buie e senza uscita, siatene consapevoli.
There are things you can't change
there are things no one can
P.S. L'album esce solo in vinile ma all'interno della
copertina si trova anche il cd. |
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