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JOHN FRUSCIANTE
The Will To Death |
label: Record Collection
formato: CD
genere: Alternative, Lo-Fi Rock
riferimenti: Thurston Moore, Dave Navarro
links: www.johnfrusciante.com
voto: 8 |
John Frusciante ama i suoi fan
e soprattutto ama la musica, la ama così tanto da fregarsene
di tutte le regole che mandano avanti il music business riguardanti
le scadenze che devono intercorrere tra un’uscita discografica
ed un’altra, spiazzando tutti e affermando che da qui
fino alla fine dell’anno è prevista l’uscita
di altri suoi cinque lavori escluso questo.
Risulterà ardua come impresa, soprattutto per la sua
nuova etichetta la Record Collection, che non vorrà
correre il rischio di una sovraesposizione del cantante/chitarrista,
e soprattutto sarà dura convincere quella parte di
pubblico che spesso non crede che alla quantità corrisponda
la qualità. Per il momento però ci godiamo questo
lavoro, il primo dopo essersi staccato dalla Warner, che ce
lo riconsegna in una veste più semplice e meno elaborata
rispetto al suo ultimo lavoro “Shadows Collide With
People”, che soprattutto in fase di arrangiamenti era
risultato un po’ troppo sovraprodotto, a detta anche
dello stesso John, che infatti dopo qualche mese aveva reso
disponibile sul suo sito ufficiale le versioni acustiche con
solo voce e chitarra di tutte le canzoni presenti su quel
disco. Dopo aver fatto questo mezzo passo indietro, “The
Will To Death” non poteva che essere un lavoro minimale,
a volte volutamente impreciso, ma pieno di quella geniale
istintività che lo ha reso famoso. Canzoni che sembrano
essere state pensate, scritte e suonate in una sola giornata
con la sua chitarra a tessere sequenze di accordi così
piene di intuito ed idee che basterebbero per altri tre dischi.
Canzoni come “Time Runs Out”, “The Mirror”,
“A Loop” o la stessa title track, (ma bisognerebbe
citarle tutte), non sono canzoni che riescono a scrivere in
molti al giorno d’oggi, dove in fase di composizione
si guarda sempre di più all’effetto sonoro da
aggiungere alla canzone che non all’essenza della stessa.
Esattamente il processo inverso di Frusciante.
Aiutato in fase di composizione e produzione dall’inseparabile
Josh Klinghoffer, ormai fedele compagno di viaggio in questa
nuova fase della sua carriera, John con “The Will To
Death” dimostra ancora una volta che non serve avere
uno studio di registrazione all’avanguardia per dar
vita a dei lavori che vadano oltre il semplice passaggio in
radio o in tv, ma che arrivano lo stesso alla parte più
attenta del pubblico e degli acquirenti musicali.
In attesa di un suo nuovo lavoro tra breve, questo è
consigliato a chi trova nella semplicità la parte più
pura ed affascinante della musica. |
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