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KARL LARSSON
Pale as milk
label: Bad Taste (2005)
formato: CD
genere: Indie Folk Rock
riferimenti: Last Days Of April
links: http://www.ldoa.com/
voto: 7
Karl Larsson è una vecchia conoscenza per i fans dei Last Days Of April: leader della band svedese dall’ormai lontano esordio del 1997, il cantante esordisce quest’anno con un album solista, “Pale As Milk”, nove canzoni a metà tra il folk, il rock e l’indie.
La bellezza di questo esordio sta senza dubbio nell’omogeneità dei suoni e dei generi: la chitarra acustica prevale in alcune composizioni, l’elettrica in altre, in alcune è forte la presenza delle percussioni, altre sono maggiormente improntate sulla sfera intimista. Mai, va detto, sopraggiunge la noia: a partire dall’orecchiabilissima “(I Wanna Know) All Of You”, pezzo d’apertura valido e ben inserito all’ inizio delle danze, sino alla conclusiva “Do You Know My Name?” è tutto un divertimento ed un godimento della raffinatezza delle composizioni di Larson, ben arrangiate e curate nei minimi dettagli.
Larsson non aveva certo bisogno di dimostrare il proprio talento ma decide di farlo comunque: ascoltate la grandezza di “The Stalker”, con quel sound pieno che calibra acustica ed elettrica pronta a lanciarsi in un bell’assolo, piuttosto che “Found Half, Lost Sll”, dalle magnifiche chitarre che si lanciano in cascate rock, e vi renderete conto delle doti di questo musicista che proviene dalla fredda Svezia, come a confermare ulteriormente la bravura degli artisti che vengono dal nord (Kings of Convenience su tutti).
Larsson nelle doti di solista può seguire le proprie aspirazioni con maggiore libertà di quanto possa fare all’interno della band ed è proprio questo che porta definitivamente allo scoperto l’anima di un artista dalla grande voce (“Wind in Tree”) innamorato allo stesso modo del folk e del rock ‘n’ roll, dell’acustica e della Stratocaster.
Un disco estremamente valido e piacevole, godibile anche sulla lunga distanza, capace di regalare un viaggio nella spensieratezza di folk, rock, indie e pop, tutti insieme in un grande affresco musicale dipinto dalla mano di un artista che ha avuto il coraggio di staccarsi momentaneamente dal gruppo che l’ha reso famoso per seguire le proprie pulsioni musicali. Esperimento assolutamente riuscito, urge una replica.
invia la tua recensione Luca Meneghel
  luglio 2005
 
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