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KASHMIR recensione KASHMIR
KASHMIR
Zitilites |
label: Sony Music (2003)
formato: CD
genere: indie rock
riferimenti: Coldplay, Radiohead, Muse, Whipping Boy
links: http://www.kashmir.dk/
voto: 7.5 |
Zitilites (trad. Le Luci della
Città) è il quarto album ufficiale della band
danese formata da Kasper Eistrup (voce e chitarre), Mads Tunebjerg
(basso), Asger Techau (batteria) e Henrik Lindstrand (tastiere
e chitarre). Con questo nuovo CD la band si conferma sempre
più intenta a rinnovare le proprie geometrie compositive
ed a sperimentare senza compromessi nuove soluzioni melodiche,
e per grazie a questa attitudine si fà subito apprezzare
da chi si aspetta da una band nuove idee e composizioni poco
propense a rimanere ancorate a schemi scontati.
Nelle 14 tracce dell'album troviamo sonorità decisamente
allineate su una linea stilistica british indie rock, pur
manifestando anche spunti pop-psichedelici satellitari, un'impronta
che racchiude le tonalità peculiari di questo genere:
distorti vibrati di chitarra, crepuscolari ballate folkish,
dilatate atmosfere experimental-rock.
Le musiche inseguono spesso variegate dimensioni umorali,
ma senza mai separarle completamente fra loro, avvicinandole
da particolari intersezioni policromatiche capaci di rendere
coinvolgente ogni frammento sonoro, riempiendolo di energia
ed enfasi.
La prima traccia "Rocket Brothers" si iscrive subito
nel club delle canzoni indimenticabili, impeccabili armonie
uggiose, brillanti chitarre ed una struggente voce ascensionale.
Il primo singolo è "Surfing the Warm Industry"
che si carica di chitarre tese e ritmi incalzanti, circondandosi
poi di tastiere psichedeliche.
Tra gli episodi più elettrizzanti di Zitilites spiccano
le effervescenze dinamiche di "Melpomene", "Ramparts",
"Small Poem of Old Friend". Altro sublime incontro
da segnalare è con l'immaginifica "Petite Machine",
qui la voce di Einstrup richiama indubbiamente l'intimità
ombratile di Thom Yorke.
Frangenti più riflessivi e malinconici caratterizzano
i tratti poetici di "The Aftermath", "The Push",
"The New Gold", "Zitilites" (con un elegiaco
dub Radiohead-ish), "Bodmin Pill" (per chi ricorda
gli estinti Slowdive).
Sensibilità nordiche disciolte in un rock moderno e
introspettivo. |
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