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THE KILLERS
Hot Fuss |
label: Island (2004)
formato: CD
genere: Rock elettronico
riferimenti: Franz Ferdinand, The Rapture, Razorlight
links: http://www.thekillersmusic.com/
voto: 5 |
I quattro grattacieli fiammeggianti
che campeggiano sulla copertina del disco vogliono forse essere
una metafora della carica che i Killers hanno provato a trasmettere
con il loro album di debutto, “Hot Fuss”: di carica,
senza dubbio, ce n’è in abbondanza, come poi
questo bagaglio di rabbia e di emozioni sia stato trasmesso
dalla band è tutto da vedere.
Quello che potrebbe sembrare l’ennesimo gruppetto indie-rock
venuto alla ribalta grazie alle copertine del NME proviene
da Las Vegas, una città quantomeno insolita per la
musica, insolita almeno quanto il loro sound: scordatevi gli
Strokes, i Black Rebel Motorcycle Club, tutti i loro giovani
colleghi, scordatevi persino i gruppi che ho inserito tra
i possibili riferimenti musicali dei Killers, perché
anche a Rapture, Franz Ferdinand e Razorlight questi figli
del gioco d’azzardo si avvicinano ben poco. La realtà
è che i Killers assomigliano solamente ai Killers:
se la scena new rock ci ha abituati ad un sound grezzo, quello
delle chitarre vintage trovate in soffitta, quello che potremmo
definire un sound minimale, con questo gruppo siamo fuori
strada: il loro è un rock barocco, ricco di artifici
elettronici che strizzano l’occhio al sound anni ’80
e forte di una voce che per certi versi si avvicina al metal,
dando l’impressione di essere solamente “prestata”
al rock ‘n’ roll.
Undici pezzi per un ottimo inizio: dal ritornello trascinante
di “Jenny was a friend of mine” passando per i
due singoli “Mr Brightside” (la migliore dell’album,
più indie e vicina ai Franz Ferdinand) e “Somebody
Told Me” (ultimo buon momento dell’album), “Hot
Fuss” fa ben sperare, ma da quando parte il quinto pezzo
l’incantesimo sembra rompersi entrando nella seconda
parte del disco.
I lucidi Killers della prima fase si perdono nella seconda
con inutili cori (“All These Things That I’ve
Done”) e trascurabili vortici elettronici, cadendo nella
banalità e facendoci dimenticare quei quattro pezzi
davvero di qualità.
Una band a metà, ancora troppo immatura per fare un
buon disco è quello che Las Vegas ci ha regalato nel
caso dei Killers: andate su iTunes, compratevi i primi quattro
pezzi e tenetevi i soldi per uno qualsiasi dei tantissimi
gruppi più validi e meritevoli di questa band. |
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