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THE KILLS recensione KILLS recensione No Wow
No Wow  
label: RCA/Rough Trade (2005)
formato: CD
genere: indie rock
riferimenti: Royal Trux, The White Stripes,
Yeah Yeah Yeahs, Elastica
links: http://www.thekills.tv/
voto: 8
I “The Kills” al secolo VV e HOTEL tornano sulle scene dei circuiti alternativi rock con un album che si intitola “No Wow”, ce li ricordavamo facenti parte di quel movimento composto da band che fanno del rock/blues uno stile di vita per risultare il più possibile “grezzi, sporchi, ruvidi, deviati” e così sono rimasti anzi forse ancor di più.
Il loro schema musicale è semplice e scarno: due chitarre elettriche, drum machine all’occorrenza e la splendida voce di VV a chiudere il cerchio, la sua voce è quanto di più accostabile alla malsanità che solo una Polly Jean Harvey oggi dì riesce ancora a infondere agli ascoltatori.
Prendo il dischetto lo inserisco nel lettore e alla traccia intitolata “Dead road 7” ho un sussulto: “ma questa chi è? Pj Harvey?”, prendo il booklet e non c’è sua traccia è proprio VV a cantarla tutto d’un fiato e l’emozione e la gioia sono davvero forti.
Non so se possa essere un pregio o un difetto ma la musica dei The Kills sembra non avere grosse pretese, è spontaneamente grezza quasi a cercare di evitare un contagio su grossa scala (cosa riuscita recentemente ai White Stripes), qui non c’è un riff di chitarra che fischietti la mattina appena uscito di casa e nemmeno un ritornello che diventa improvvisamente perfetto mentre passeggi per strada, qui tutto è acido e contorto ma senza cadute di stile o eccessi che possano scostare il piacere di lasciarsi passare addosso queste 11 tracce.
Questa è musica da sotterranei, mi immagino i The Kills in un losco locale fumoso mentre propongono nel modo più intenso e grezzo splendidi pezzi come “Rodeo town” o “I hate the way you love”, e non si potrebbe chiedere di meglio ve lo assicuro.
Questi due ragazzi sembrano assolutamente sinceri e spontanei nel proporsi e questo fa ben sperare per quello che sarà anche perché ho notato una maturazione abbastanza chiara rispetto al predecessore, non hanno perso quell’aspetto schizoide e malsano e hanno aggiunto alla scrittura dei pezzi qualche tassello in più, da seguire attentamente.
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  marzo 2005
 
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