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KLANGSTABIL
Taking Nothing Seriously |
label: Ant Zen (2004)
formato: CD
genere: electro, industrial, experimental
links: http://www.ant-zen.com/
voto: 7 |
Attivo ormai da quasi dieci anni,
questo progetto tedesco electro-industrial torna con un nuovo
e atteso album. Una nuova fatica che suscita subito molta
attenzione e interesse sin dal primo ascolto presentandosi
come un’opera di electronica eterogenea e singolare,
libera e disinvolta nei contenuti, priva di facili riferimenti
stilistici, e precisa nel diffondere il suo verbo e la sua
essenza. “Taking Nothing Seriously” si comporta
come un proiettore, generando su supercifi pensanti ogni pulsione
e torsione mentale dell’autore, che tenta di disegnare,
con meticolosa enfasi, un quadro generale di ogni sua percezione
sonora. Il fervore delle liriche, tormentate e sofferenti,
rabbiose e disincantate, offrono uno spleen tagliente e sagace,
giocando con i contrasti tematici delle sonorità e
donando ad ogni suo frammento digitale lucida intensità.
In questo CD ci sono i patterns oscuri ed evocativi dei primi
albori techno-ebm (“You May Start”), con quel
sapore neurotico e dispersivo degli ambienti saturi di linee
melodiche scarne e malinconicamente ribelli (“Between”).
Isolazionismo neo-contemporaneo aggredito da roboanti liturgie
sintetiche (“Gloomy Day”), e devastato da caotiche
allucinazioni percussive (“A Difference That’s
for…”). Cambiando ancora scenario con modulazioni
più lounge-industrial (“Away”), o risalendo
crepuscolari pendii con il fascino della distorsione più
volatile (“Push Yourself”). Per “Reason
To Live” si raggiungono parametri rhythmic-noise iridescenti,
aprendo improvvisamente un distensivo vortice sidereo e mesmerico.
La soluzione finale incontra le ultime disincantate liriche
di “Kill All Lifeforms”, implodendo dentro ritmi
sincopati e abrasioni pirotecniche. |
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