| |
recensione recensione discografia review recensione
biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online |
oggetto: recensione |
| |
 |
LADY & BIRD
Lady & Bird |
label: Capitol - Emi
formato: CD
genere: Electronic, Folk, Pop
riferimenti: Air, S.Gainsbourg & J.Birkin, Benjamin Biolay
voto: 8 |
Lady è Karen Ann Zeidel
e Bird è Bardi Johannsson, la prima reduce dall'ottimo
disco solista Not Going Anywhere mentre il secondo sta ancora
raccogliendo il successo con il suo gruppo, Bang Gang.
Il loro nome è un omaggio al duo Lee Hazlewood e Nancy
Sinatra e alla loro Ladybird, ma mentre la voce delicata di
Nancy contrastava con quella cupa di Lee e le loro canzoni
si trasformavano in dialoghi tra una fanciulla e un vecchio
saggio, qui Lady & Bird rimangono bambini scrivendo dieci
pezzi pervasi dalla loro paura di crescere e isolandosi dal
mondo esterno.
Rispetto allo storico duo il gusto pop è inalterato
ma qui il legame sembra ancora più forte, le voci di
Brdi e K. Ann si integrano alla perfezione e riescono a creare
un'atmosfera più intima, melanconica, voci e anime
fragili e una strumentazione delicata a metà tra il
pop elettronico stile Air e il folk puro.
Per chi ha apprezzato il lavoro dei Bang Gang la mano di Bardi
è evidente nell'iniziale Do what i do, pezzo sognante
che riesce perfettamente ad inquadrare la loro dimensione,
Shepard's song sembra fuoriuscire da qualche tema scritto
da John Barry ma il meglio deve ancora arrivare.
Se già con il gruppo islandese la scelta della cover
era stata ottima (il successo della Motown - Stop! in the
name of love) anche se non proprio a tema, qui le due cover
sono a dir poco strepitose e perfettamente a fuoco: Stephanie
Says dei Velvet Underground non ha nulla da invidiare all'originale
e l'interpretazione è toccante, stesso discorso vale
per Suicide is painless tratto dal tema di M.a.s.h. di Altman
e Mandel che splende per innocenza e semplicità.
Già questo basterebbe per mettere in ginocchio il pubblico
francese che come è risaputo è così sensibile
a questo clima, ma per chi ha ancora dei dubbi sul reale valore
di questo duo deve solo aspettare the Morning After e qui
l'anima islandese di Bardi esce allo scoperto regalando cinque
minuti visionari in stile Sigur Ròs; Run in the morning
sun scappa dai climi freddi nel nord e ci porta in un paesaggio
tropicale futurista come se gli Stereolab fossero alle prese
con un pezzo di Esquivel.
See me fall è il classico pezzo che sempre gli Air
non riescono a scrivere dai tempi di Moon Safari e Blue Skies
è puro trip-hop acustico e sembra di aver per sbaglio
inserito nel lettore Out of Season , visto che K.Ann gioca
a fare la Beth Gibbons insieme a Rustin Man.
Spetta a La ballade of Lady & Bird chiudere questo viaggio,
una filastrocca commovente dove Bardi e Karen ritornano bambini
e ritornano nel loro mondo fatto di sogni e incubi: difficile
rimanere insensibili a tutto questo. |
|
|
 |
© UNMUTE.net - tutto
il materiale presente in questo sito è soggetto alle leggi
internazionali di copyright.
Qualsiasi uso dovrà essere preventivamente autorizzato
dalla redazione del sito e dagli autori dei singoli contenuti. |
|