Oggi, in palestra, facevano
spinning con la colonna sonora de "L'ultimo dei mohicani"
dei Clannad. Per un attimo ho chiuso gli occhi e ho immaginato
di essere altrove: voglia di epica e fantasia, di camminare
sulla brughiera, di laghi e cieli nordici; sarà che
l'attesa per vedere "Il ritorno del re" si allunga
sempre di più (perché, qui a Bologna, non
si riesce ancora ad entrare a meno di prenotare con giorni
di distanza).
Capita pertanto a proposito l'uscita dell'ultimo disco di
Lisa Gerrard, "Immortal Memory". Riascoltare la
voce di Lisa Gerrard offre sempre una certa emozione, e
dico la voce, pertanto la recente colonna sonora di "Whalerider"
non conta, non avendo praticamente traccia di quella voce,
oltre ad essere in sé un lavoro mediocre. Che la
sua voce e la sua musica fossero evocative se ne era già
accorta l'industria cinematografica, dopo avere appunto
tentato con Clannad e Enya. Il primo prodotto di tale attenzione
è stato la colonna sonora di "The Insider":
seppure derivata dal "Duality" con Pieter Bourke,
è tra le colonne sonore più profonde e adatte
alla drammatica progressione di eventi che portano alla
disperazione personale del protagonista; e poi il pezzo
nel "Gladiatore", forse cosa migliore di quel
film.
Il nuovo disco non sorprende ma non smentisce le attese;
è comunque forte di un ritorno ad un rigore e una
ricerca della purezza a cui la Gerrard ci aveva abituati
prima dell'esposizione hollywoodiana. E' stato realizzato
assieme a Patrick Cassidy, musicista classico irlandese
(a me sconosciuto); dopo la separazione dell'ex compagno
nei Dead Can Dance, Brendan Perry, da sempre più
orientato alla ballad dark folk, la Gerrad ha sempre continuato
ad esplorare terreni meno rock e idealmente più vicini
alla colonna sonora per ipotetici cicli mitologici nordici,
tracce comunque già presenti in molta musica dei
Dead Can Dance. Anche nel caso di Immortal Memory a prevalere
sono i canti ispirati dalla mitologia irlandese, i salmi
ecclesiastici, le litanie in aramaico, Yeats e Milton. Insomma,
ormai più niente di particolarmente nuovo e a tratti
la noia sembrerebbe avere il sopravvento, se non fosse che
quella voce e l'abilità nel creare tali atmosfere
meritano Rispetto. E allora le emozioni riaffiorano come
sempre.
E quindi, chiudiamo gli occhi...
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