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THE LUCY SHOW
Mania

Label: Words On Music (2005)
formato: CD (17 tracks)
genere: new wave
riferimenti: Julian Cope, Echo and The Bunnymen, R.E.M., Jesus and Mary Chain
links: http://www.thelucyshow.net/
voto: 7.5

Un doveroso recupero di un pregevole manufatto pop. Di questa operazione si è resa protagonista l’etichetta di Minneapolis Words Music, andando a ristampare “Mania”, secondo ed ultimo album, anno di grazia 1986, del quartetto londinese Lucy Show. Pressochè sconosciuta in Italia, la band guidata da Mark Bandola (voce e chitarra) e Rob Vandeven (basso e voce), non ebbe granchè successo neanche nella natia Inghilterra e cadde presto nell’oblio. Un oblio immeritato, a dire il vero. I quattro, infatti, sono autori di un guitar pop fresco e dinamico dal forte impatto melodico e dal sapore vagamente sixties, intriso altresì di un fragrante aroma psichedelico.
I loro pezziricordano tanto gli Echo and The Bunnymen e i R.E.M. dei primi album, quanto i Dream Syndicate meno abrasivi e il Julian Cope periodo “Fried”.
Tra i brani contenuti all’interno del dischetto (i 10 dell’edizione originale, più altri sette tra inediti, versioni live e demo), svettano la spigliata open track Land And The Life, le atmosfere solari e gioiose di A Million Things, il power pop trascinante di Sun And Moon, per non parlare di Shame, con quel ritornello killer che ti si stampa inesorabilmente nel cervello. Melody poi, sembra uscita dai solchi di Darklands dei Jesus and Mary Chain, mentre Sad September e Shame sono due splendide ballads che regalano all’ascoltatore momenti di infinita dolcezza.
Come avrete capito quindi, Mania non è uno di quei dischi che vi cambierà la vita, ma in un periodo in cui gli anni ’80 sono tornati prepotentemente di moda, perché non andare a (ri)scoprire un disco anni '80 rigorosamente fuori moda? Le ragioni per farlo, statene certi, ci sono eccome.

invia la tua recensione Pierluca Miccichè
  gennaio 2006
 
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