Una breve parentesi sulla Words On Music, una delle migliori etichette indipendenti degli ultimi anni, capace di recuperare lavori del passato di gruppi new wave e dream pop, come For Against o Should, ma anche di proporre sulla scena realtà interessanti del calibro di Meeting Places e Coastal.
Questi Magic Bullets ci propongono un album dal titoli bizzarro, con dieci tracce tutte di buon livello. Il loro è un pop semplice, fresco, che sprizza allegria da tutti i pori. Ritmo sostenuto, mai tirato, produzione efficace, arrangiamenti essenziali. Non spiccano per originalità. Si intravede qua e là un poco di Arctic Monkeys o di Strokes, mescolati a qualche ingrediente di dolcezza in più. Già dalle prime tracce capisci che sarà una merenda gustosa. Le chitarre di "Yesterday's Seen Better Days" e "Heatstroke" ti mettono subito di buon umore. Ecco, allora, che è difficile non fischiettare il ritornello di "Will Scarlet", che sembra uscita da "Is This It?", o la strofa di "Lay Low", che ricorda "Leave Before The Lights Come On" delle scimmie più famose del momento. E' il revival delle sonorità tardo 70's ed è musica fatta come si deve, che si fa apprezzare, anche se scorre via senza troppe pretese. Passano così le varie "Circumstances", "Spilled Milk" e si arriva alla fine del cd. Non è un capolavoro e non ha la presunzione di esserlo. Neanche sarà tra i dischi dell’anno; ma i Magic Bullets hanno poco da invidiare a gruppi ben più rinomati, che godono di maggiore risonanza pubblicitaria. Il disco giusto per l'estate ormai alle porte.
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