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MAGNÉTOPHONE
The Man Who Ate the Man

label: 4AD (2005)
formato: CD
genere: electronic indie
riferimenti: Static Brothers, Autechre, Wagon Christ, Thievery Corporation
links: http://www.4ad.com/magntophone/
voto: 6,5

Dall’instancabile fabbrica musicale che da venticinque anni è la mitica 4AD (auguri agli eredi di Ivo Watts Russell, Chris Sharp e Ed Horrox), ecco giungerci la seconda fatica degli enigmatici Magnetophone. I due sintesisti inglesi sono tornati in pista per dare un seguito al debutto di qualche anno fa “I Guess Sometimes I Need to Be Reminded of How You Love Me”.
La ricetta sonora si affida, ancora una volta, ad una alchimia dai richiami fortemente elettronici, condita da qualche apertura melodica più strutturata nella direzione della forma-canzone pop. “The Man Who Ate the Man” fila via senza grossi sconvolgimenti emotivi: sicuro, nelle ritmiche ossessive da dancefloor di Kel’s Vintage Thought; sfuggente, nelle atmosfere rallentate e rarefatte di The Only Witching You’ll Be Doing (l’apice dell’intero disco); avanguardistico, nei rumorismi da laboratorio di Ray and Suzette.
Ciò che non giunge è un vero e proprio cambio di marcia, e non bastano le intuizioni arabeggianti di Cyrcle My Demise, o le elucubrazioni chitarristiche di Kodiak, per convincere sino in fondo. Poi, però, in chiusura di programma, arriva il delizioso pop-folk della traccia senza titolo, ad addolcire per qualche istante quel retrogusto amaro rimasto non appena il silenzio torna ad occupare la stanza.

invia la tua recensione Christian Chiovetta
  febbraio 2006
 
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