I Man sono un duo francese composto da Francois Rasim Biykli (piano e chitarra acustica) e Charles-Eric Charrier (basso acustico ed effetti elettronici), e attivo dalla fine del decennio scorso. Con questo nuovo disco, “Helping Hand”, rimpinguano una discografia che già annoverava due album strumentali (“Arthur” del 2001 e “Main Gauche” del 2003), un ep, due compilation ed un vasto numero di collaborazioni negli ambienti del cinema e della televisione. Che i due siano degli incalliti cinefili lo rivela – oltre al fatto di aver composto diverse colonne sonore - il sottile filo immaginifico-visionario che sottende agli undici episodi raccolti in questo nuovo album. Ma veniamo al dunque: che ci propongono questi signori francesi? Beh, un po’ di questo (certo post-rock ambientale e minimalista), un po’ di quello (l’uso moderato dell’elettronica), tutto quanto, insomma, insceni fascinazioni d’ambiente frutto di sospensioni armoniche e piccoli esperimenti per strumenti-cavia (Farewell). Nello specifico (di una proposta musicale che specifica non lo è affatto), sono tenui e sofferti abbozzi armonici ad aleggiare intorno a noi, melodie scheletriche che flirtano con echi alienanti e ritmiche trip-hop (Revenir). Senza dubbio alcuno, un lavoro che trova la sua forza nell’inafferrabilità delle idee ivi profuse, riuscendo a trascendere stili, generi e mode musicali dominanti; una dimensione sonora sempre in bilico tra razionale e subconscio, tra trance ritmiche destabilizzanti e cellule melodiche ridotte appositamente all’osso per esaltare il contenuto cinematico dell’opera (8 mm, con tanto di rumore di pellicola in sottofondo). Un magnifico disco per crogiolarsi al sole della malinconia.
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