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MARK HOLLIS talk talk
Mark Hollis
label: Polydor
formato: CD
genere: post-rock, experimental rock
riferimenti: Bark Psychosis, Red House Painters
voto: 8.5
Sgombrate la mente signori.
Parliamo del lavoro del leader dei Talk Talk, ma nulla ha a che spartire con le pur godibili atmosfere pop di Such a Shame e Life's what you make it. E se è per questo neanche con quei capolavori assoluti che sono Spirit of Eden e Laughing Stock. Sì, perché nel frattempo è finita la collaborazione con il 'membro aggiunto' dei T.T., Tim Friese-Greene; e perché, nel frattempo,
il nostro, rimasto completamente svuotato e nel contempo saturato dalla grandezza del suo lavoro, si è messo a studiare e compone musica da camera per soli legni.
L'approccio di Hollis allora muta completamente, assume le forme del minimalismo (come esemplificato dalla dichiarazione riportata sopra), diviene più consapevole e colto.
Ci sono solo i musicisti ed i loro strumenti acustici (piano, tre chitarre, armonica, legni, batteria e percussioni); la scelta non è casuale: la musica di Hollis è fatta per rimanere e non deve essere identificabile con la strumentazione di un certo periodo.
Tutto è registrato con l'ausilio solo di due microfoni, una scelta che pare vagamente retrò. Ma è solo un illusione. Tutto è voluto e pianificato con precisione. Il minimalismo di Hollis non è quello della musica per aereoporti di Eno, né quello della musique d'ameublement di Satie. É invece quello di Morton Feldman: lo spazio fra le note è importante quanto le note stesse, il rumore delle dita che corrono sulle corde non è rumore ma musica, la lingua che schiocca fra le labbra è musica, la stessa stanza in cui si suona è uno strumento aggiunto, perché ci rimanda le note permettendoci di percepire l'ambiente stesso. É una musica che richiede attenzione, non deve essere suonata ad alto volume, anzi: è una discreet music (ancora Eno), che assolutamente non va lasciata sullo sfondo.
É una musica che è pazienza (ecco spiegati i venti secondi di silenzio lasciati all'inizio del disco).
É una musica che va metabolizzata prima di poter essere assaporata, in un gioioso sovvertimento delle leggi dell?alimentazione (ecco spiegato il minuto e mezzo di quasi silenzio alla fine del disco: serve per digerire). Non ha senso segnalare questo o quel pezzo: sarete voi a scegliere.
Per darvi una bussola, una cometa da seguire per arrivare all?acquisto, citiamo altri nomi che l'ascolto di questo lavoro ci ispira: Ornette Coleman, Daniel Lanois, Ravel.
invia la tua recensione Antonio Tonietti
  aprile 2004
 
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