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MCLUSKY
The Difference Between Me And You Is That I'm Not On Fire
label: Too Pure (2004)
formato: CD
genere: Noise-Punk
riferimenti: Shellac, Jesus Lizard
links: http://www.mclusky.net/
voto: 7
Il solo fatto che questo disco sia stato registrato negli ormai mitici "electrical audio" di Chicago dal vate dell'alternative rock Steve Albini lascia intendere quale possa essere stato il taglio che la band di Cardiff abbia voluto dare al terzo lavoro sulla lunga distanza.
Sono tantissime le formazioni transitate da quegli studi (anche con dna musicale variegato) ma un'attitudine accomuna tutti questi musicisti, li unisce in un ipotetica grande famiglia: il gusto di incastrare rasoiate elettriche con tempi dispari ed isterici nell'esercizio della decostruzione della forma-canzone(territori in cui nulla o quasi può concedersi alla melodia). Trama perfetta quella ordita dai nostri nell'iniziale "Without Msg I Am Nothing" dove chitarre distorte e incendiarie si susseguono senza soluzione di continuità.
L'attacco della seguente "That Man Will Not Hang" farà sobbalzare chi ha seguito con interesse le intuizioni noise-blues di formazioni quali Jesus Lizard e Shellac, devote a linee di basso martellanti che, alla stregua di cingolati mandati in avanscoperta, spianano l'adusto terreno a voce e chitarra. Il primo stacco in termini di atmosfere è dato da "She Will Only..." in cui emerge una godibile impronta indie paradigmatica del verbo Pavement, Idlewild.
Ma è un fuoco di paglia, puro divertissement quando parte la seguente "Kkkitchens...", perversa nella sua danza propiziatoria ad invocare lo spirito degli Stooges più esagitati. Ci sono anche i Fugazi come i Pixies nel background musicale del trio gallese, in una osmosi di arditezze strumentali che, infuenze a parte, genera un sound potente e asciutto ("Slay" ne è manifesto).
Le sensazioni si susseguono all'ascolto di "Lucky Jim" ritrovandosi in una discesa verso gli inferi, sopraffatti dal malessere informe diffuso dalla voce di Falkous. Quasi in chiusura di programma trova spazio il noise-punk di "Falco vs. the young canoeist", tirato ed anfetaminico come se preso in prestito dal repertorio degli ineffabili Minuteman.
Chiusura all'insegna degli eccessi con "Support Systems" che dopo un paio di minuti buoni di mesto interloquire (quasi una confessione delle perversioni prodotte lungo l'album) alla penombra degli strumenti (che quasi tacciono) erge dal silenzio issandosi su colonne di granitico feedback per poi ripiombare nell'oscurità e reiterare ancora quei quadri di "alterazione permanente" prodotti dall'intero ascolto.
invia la tua recensione Christian Chiovetta
  luglio 2004
 
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