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THE MICROPHONES
Live in Japan, February 19th, 21th, & 22nd 2003 |
label: K
formato: CD
genere: Lo-fi Rock
riferimenti: Will Oldham, Neil Young
voto: 5 |
Che cosa aspettarsi da un live
dei Microphones? Quesito di difficile risoluzione vista la
proposta musicale di Phil Elvrum, troppo varia, particolare
e forse unica per essere suonata dal vivo e soddisfare a pieno
le anime stregate dai suoi dischi. Una possibile risposta
può esserci data da questo disco, Live in Japan,
ma vale davvero poco per chi non ha mai sentito un loro concerto
e cerca un riscontro vivo delle gemme di The Glow pt.2
o Mount Eerie, come il sottoscritto. 11 tracce inedite:
a volte Elvrum, a volte Elvrum e la sua chitarra, a volte
Elvrum accompagnato da un vero e proprio gruppo
ci sarebbe
di che gioire e invece si resta delusi. A dire il vero l'album
si apre bene con la stupenda "Great Ghost", delizioso
pezzo con una chitarra accarezzata come se fosse un'amante
e la voce di Phil piena di tenerezza. Una perla che ci fa
ben sperare per il resto dell'album ma purtroppo le cose peggiorano:
"the Blow pt.2", altro pezzo in solitudine, parte
bene ma tutto è distrutto da quell'impennata chitarristica
e vocale posta nel finale, un dannoso e inutile fastidio lo-fi
scaduto; in "Universe Conclusion" entra in scena
il gruppo e tutti insieme (appassionatamente o scazzatamente?)
ci propongono una prolissa (quasi un terzo del disco) ed epica
cavalcata rock senza alcuna direzione se non l'autocompiacimento.
Tutto questo il 19 febbraio. Gli estratti dal concerto del
21 sono senza dubbio i peggiori: Elvrum, di nuovo solo, ci
propone un indolente bozzetto incompiuto ("We Squirm"),
due autocompiaciute e pessime rivisitazioni a cappella ("My
Favorite Things, un'odiosa "Silent Night") e un
minuto acustico per il quale parla il titolo ("After
N.Young"). Il 22 ritorna sul palco il gruppo: in questi
quattro pezzi conclusivi sembra di sentire dei Palace confusi
e andati a male, brani su cui è meglio sorvolare
In conclusione, questo Live in Japan è un disco
inutile e chiude nel peggiore dei modi una delle escursioni
musicali più originali e riuscite degli ultimi anni.
Non ci resta che dimenticare e attendere la sua nuova creatura,
Mount Eerie. |
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