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MISSION OF BURMA
ONoffON |
label: Matador (2004)
formato: CD
genere: rock, american punk
riferimenti: Gang of Four, The Embarrassment,
Dinosaur Jr., The Fall, Fugazi, Pixies, Wire
links: www.missionofburma.com
voto: 8.5 |
Il rientro di Roger Miller, Clint
Conley e Peter Prescott viene da molto lontano. Seppure si
dice spesso di un gruppo che sia “da riscoprire, molto
avanti sui tempi”, i Mission Of Burma sono qualcosa
di speciale - altroché - se si scomoda addirittura
Thurston Moore (dall’intervista di Rumore). Un tale
attestato onorifico per il gruppo di Boston che torna sulle
scene dopo ventidue anni! E però questo gruppo, ibernato
o messo in formalina che fosse, batte sullo scatto e sulla
distanza tanti presunti colleghi giovanissimi e pieni di attenzione
mediatica (e anche paragonato a “Send” dei Wire,
altro caso di grande rentrée e senza neppure una forbice
tanto ampia, “ONoffON” risulta superiore). Nello
sprint fulmineo il secondo album vero dei Mission Of Burma
(“Vs.” è dell’82) vanta i due formidabili
propellenti “The Setup” e “The Entusiast”.
Si disputa lo stato d’arte di usare atonalità
e armonici per una canzone tra punk d’avanguardia, rumore
e melodia: come abradere i padiglioni con i riff e spianarli
con l’elettrotecnica per l’ingresso del gancio
del refrain (“The Setup”), e come resettare con
lo stesso un franto gioco di climax e anticlimax (“The
Enthusiast”). E viceversa è nella regolarità
che “ONoffON” scopre le sue credenziali ancora
aumentate: non bastassero quei due brani della specie che
invoca il tasto repeat a ogni lettura, per esempio, “What
We Really Were” e “Max Ernst’s Dream”
sono meglio rappresentativi di tutto l’album, sentito
il modo di costruire ponti musicali attraverso strutture aperte
per poi risolverli nel modo corale più convincente
(anche in “Wounded World”). Altro punto: teoria
propedeutica ma a ritroso, à rebours, dell’indie
rock chitarristico. Sentendo “Falling” si capisce
da dove Bob Mould possa avere colto suggerimenti, poetando
poi di suo in tutto quel suo pathos fragoroso. Maestri dei
maestri, allora, e ci sarebbero anche Fugazi e Pixies da tirare
in ballo come viceversa i Wire nel grado prima della linea
evolutiva (lo stesso spirito autorealizzatosi apparso a differenti
tappe). Raccordo dunque tra post punk e underground americano.
Non ho parlato troppo del passato dei Mission Of Burma perché
“ONoffON” funziona perfettamente nel presente.
La formazione è pressappoco quella originale, con Miller
(voce, chitarra), Conley (basso, voce) e Prescott (batteria);
solo, al posto di Martin Swoope ai nastri c’è
Bob Weston, uno non da poco.
La rivincita del gruppo di culto sarà forse solo per
pochi? Mi auguro di no. |
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