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MONO recensione MONO MONO MONO
One Step More And You Die RECENSIONE
label: Arena Rock (2003)
formato: CD
genere: post rock
riferimenti: Mogwai, Explosions In The Sky
links: http://www.arenarockrecordingco.com/
voto: 8
Correva l'anno 1999 quando rimasi irreparabilmente folgorato dall'incanto strumentale raggiunto dai Mogwai in "Come on die young". La furia dei mari in tempesta, la tossicità di luoghi alieni, la quiete della catarsi, tutto cio'ed altro ancora pervadeva quell'immenso album.
Imprescindibile il rimando a quella stagione e a quel disco se si voglia rendere conto di questo "One Step More And You Die" dei giapponesi Mono.
Giunti al loro secondo album, il quartetto del sol levante non fa' mistero di lasciare intendere chi siano i propri numi tutelari, riferimenti tangibili che orbitano nell'area del post-rock. La musica dei Mono secerne linfa di puro space rock sciolto tra le corde delle chitarre e supportato da una sezione ritmica martellante. Ma ci sono anche momenti di pura narcosi intimistica che straziano ed illuminano in questi otto strumentali qui stipati.
Sin dall'iniziale "Where Am I", fragile ed indifesa come una nuvola nel cielo terso, si percepiscono sensazioni di voluttà estrema.
I circa 15 minuti di "Com(?)" sono un autentico viaggio galattico nelle dimensioni dello space-noise da cui non si fà piu' ritorno. Con la seguente "Sabbath" godiamo di battiti cardiaci decisamente piu' regolari, sedotti da reificati fraseggi di chitarre indolenti ad evocare luoghi lontani intatti ed altrimenti inaccessibili.
Altre vette sonore sono poi toccate in "A Speeding Car" ed "Halo", autentiche tempeste di emozioni in collisione.
La grandezza di questi pezzi rinverdisce quell'inverno del 1999.
Un disco per chi ama fluttuare tra cieli metallizzati, non cercatevi sperimentazione, non stavolta!
invia la tua recensione Christian Chiovetta
  marzo 2004
 
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