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Morcheeba
Who can you trust?
label: Discovery / China (1996)
formato: CD
genere: Electronic, Trip-Hop
riferimenti: Moloko, Lamb, Everything But the Girl
voto: 7
Il trio di Londra esordisce con un album di 12 canzoni cantate dalla calda voce di Skye Edwards e arrangiate dagli altri due component della band, nonchè fratelli, Ross  Godfrey (chitarre, sintetizzatore e piano) e Paul Godfrey (missaggio e programmazione).
Il disco inizia con la sensuale "Moog Island", tranquilla canzone pop con sprazzi di trip-hop, come la seconda canzone "Trigger hippie", con sonorità indieggianti dato l'utilizzo di Sitar e Djembe; entrambe sono caratterizzata da un ritornello molto avvolgente e rilassante.
Il Canovaccio dell'album è impostato su canzoni molto soft e si nota chiaramente la somiglianza coi gruppi di Bristol (Massive Attack, Portishead.) anche se i Morcheeba all'inizio della loro carriera verranno etichettati come band "post-trip-hop" (ovvero come seguito delle band di Bristol, anche se sono praticamente contemporanei).
Che abbiano lo spirito trip-hop lo si capisce chiaramente dalle parti strumentali di "Past Houmous" e da "Tape Loop", dotata di un ottimo beat e la buona chitarra distorta di Ross Godfrey che chiude la canzone lasciando spazio a "Never an easy way", anch'essa marchiata col suono Morcheeba attraverso voce calda, arrangiamenti e chitarre distorte; canzone di oltre sei minuti e forse una delle migliori della band.
"Howling" invece è una canzone più calma con l'incedere della batteria e degli archi (che accompagnano maggior parte delle canzoni).
Ecco che continua la "lenta cavalcata" con "Small town"che avanza con il solito ritmo: questo forse è il limite di questo disco che a lungo andare sembra monotono, ma  dopo il piccolo break di "Enjoy the wait" e "Col" ecco che arriva la track-list " Who can you trust", una cavalcata strumentale di otto minuti e capolavoro di arrangiamenti dei fratelli Godfrey.
"Almost done" è l'altro "pezzone" del terzetto londinese che ci fa viaggiare per altri sei minuti grazie anche alla già citata e bellissima voce di Skye Edwards.
"End theme" come dice il titolo, chiude i 56 minuti di puro relax che ci siamo concessi per ascoltare questo cd che non entrerà di certo nella storia della musica ma che  lascia una bella impronta nel sound degli anni 90 dove il trip-hop (e affiliati) ha dominato.
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  gennaio 2012
 
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