| A quattro anni di distanza dal
suo precedente e acclamato “Cold”, la compositrice
industrial noise Andrea Börner torna sulle scene presentando
un nuovo lavoro incentrato su due differenti livelli emozionali.
Andrea, attiva sotto il moniker Morgenstern dal 1993, ha collaborato
in passato come tastierista negli Ars Moriendi e successivamente
ha stretto rapporti di amicizia con i progetti conterranei
Templegarden, Synapscape e Asche. Il titolare di quest’ultimo,
Andreas Schramm, si unisce ufficialmente alla ‘stella
del mattino’ per questo nuovo album. Negli anni
la musica di Morgenstern ha sperimentato linee tribali e ritmiche
unendole ad atmosfere darkambient, questa volta la commistione
stilistica raggiunge il nome di “hypernoid state”,
che come definisce la stessa Andrea unisce la dimensione hypnosis
con l’ hysteria. Due differenti volti, da un lato una
vitalità dirompente caratterizzata da una creatività
aggressiva ed esplosiva, dall’altro si nascondono riflessioni
cupe e sibilline che stazionano all’ombra della psiche.
Il brano introduttivo “Railing” serpeggia di
ambientazioni oniriche, ornate di voci di infanti, e ritmiche
striscianti. Un presagio iniziale che sfocia nelle successive
abrasioni micronoise di “Faces of Phobia”, un
sommesso delirio areato da ipnotiche voci messaline. Il
livello ritmico si alza con la morbosa marcia technoid che
prende il nome di “New Day”, un’asfissia
neurale lacerata da evocazioni sinistre. “Looking
Down a Hill” è un lungo interludio darkambient
ricco di basse frequenze e monocromatiche forme cinetiche.
Implosioni ferrose e patterns contratti dissolvono le ombre
con la trascinante e stridente “Viewer”, emissioni
acute addomesticate per pungere e deviare ogni movimento
(Sonar NDR). Si torna ad osservare il canto di una lounge
nera con le note di “Longing for Sand”,
intricati fermenti di sottofondo e invisibili pannelli risonanti
colorano l’aria di una sottile tensione magnetica.
“Beasts”: macchine nefaste sorgono con sinuosi
movimenti gassosi, per aggredire l’atmosfera con beats
ruvidi e decisi (Synapscape NDR) che trasfigurano poi in
linee più dirette e pressanti, rapidi spots vocali,
urgenze ritmiche libere di deragliare su fobie psichiche
di ogni genere. Nella misteriosa narrativa di “Frozen
Moments” i suoni cercano di collegarsi i primi vagiti
dell’industrial ambient, effetti essenziali per suggestioni
profonde. In “Memories” esplode la forza ossessiva
dei beats tribali e meccanici protagonisti del brano cardine
dell’album, una traccia arricchita dalla sensualità
dannata della voce di Andrea, e da rutilanti impulsi psicomotori
per spingere il corpo dentro un tunnel di vertigine. Con
“Radio Rip” riprende nuovamente il gioco del
dualismo sensitivo con disturbate radiofrequenze dalle cadenze
retrofuturibili. Lo svolgimento del tema termina qui, ma
nei titoli di coda troviamo il remix di “Viewer”
ad opera dell’insigne progetto fiammingo Sonar, non
poteva essere più appropriata la scelta di rielaborare
questo brano (già molto Sonar-iano di suo) da parte
dei due disturbatori belgi, il nuovo volto di Viewer
possiederà una silhouette percussiva più severa
e corrosiva.
“this cd is dedicated to my two different faces &
to all who enjoy life.
Listen up! (Morgenstern)” |