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MORRISSEY recensione MORRISSEY MORRISSEY
You Are The Quarry You Are The Quarry
Label: Attack (2004)
formato: CD (12t – 47:20)
genere: indie rock
Riferimenti: The Smiths
links: http://www.morrisseymusic.com/
Voto: 7
Avvertenza: questa recensione non è stata scritta per chi non ha mai ascoltato The Queen is Dead. A tutti gli altri, che forse si stanno chiedendo perché siamo ancora qui a parlare di Morrissey nel 2004, dirò che esiste almeno un buon motivo per farlo: per conoscerlo, andate direttamente alla quarta canzone di questo disco. La voce è quella lì, e come al solito ci parla di autobus a due piani, del cielo grigio, di tè e di Tamigi. Inghilterra.
Il buon motivo per parlare ancora di Morrissey oggi è lo stesso buon motivo che ci spingerà ad andare a Londra un’altra volta: la città non è più swinging, la regina è morta (ma non era già successo diciotto anni fa?), i londinesi spesso non parlano neanche inglese. Ma ci sono i bobby, i beefeater, e ci sono le cabine del telefono rosse. E Victoria Station forse è stata riempita di megastore e mcdonald’s, ma se la guardi da fuori è sempre lei, è la stessa di quelle foto in bianco e nero che hai trovato a casa con tuo padre ventenne, è la stessa di sempre.
Il cuore inglese, mezzo titolo della seconda canzone dell’album, è quello che da senso a questo disco. Perché Morrissey ha i capelli brizzolati, vive a Los Angeles e sulla copertina gioca a fare il gangster, ma ancora oggi non esiste nulla di così visceralmente, intimamente inglese. Perché forse ai critici americani questo disco non piacerà, ma come on, cosa volete che ne capiscano, nelle Colonie?
E quindi, eccoci qui: prima canzone, America is not the World. Chi altri, se non Lui, potrebbe scrivere un verso come America, you know where you can shove your hamburger/ And don’t you wonder why in Estonia (in ESTONIA!) they say:Hey you, you big fat pig!”? Johnny Marr non c’è, ma questo è Morrissey purissimo. E dopo c’è Morrissey che fa il punk, e anche piuttosto bene, in Irish Blood, English Heart. C’è Morrissey che canta le sue linee vocali fantastiche, purissime, come quella di The World is Full of Crashing Bones, destinata a diventare un classico del suo repertorio. You Are the Quarry è un buonissimo album “alla Morrissey”, di certo il suo migliore da Vauxhall and I, consigliato a chi ama l’Inghilterra, e a tutti i fan degli Smiths. Nell’ultimo pezzo dell’album, You Know I Couldn’t Last, Morrissey canta: The teenagers who love you/ They will wake up, yawn and kill you, ma non è ancora arrivato il momento. Non ancora…
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  giugno 2004
 
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