Avvertenza: questa recensione
non è stata scritta per chi non ha mai ascoltato The
Queen is Dead. A tutti gli altri, che forse si stanno chiedendo
perché siamo ancora qui a parlare di Morrissey nel
2004, dirò che esiste almeno un buon motivo per farlo:
per conoscerlo, andate direttamente alla quarta canzone di
questo disco. La voce è quella lì, e come al
solito ci parla di autobus a due piani, del cielo grigio,
di tè e di Tamigi. Inghilterra.
Il buon motivo per parlare ancora di Morrissey oggi è
lo stesso buon motivo che ci spingerà ad andare a Londra
un’altra volta: la città non è più
swinging, la regina è morta (ma non era già
successo diciotto anni fa?), i londinesi spesso non parlano
neanche inglese. Ma ci sono i bobby, i beefeater, e ci sono
le cabine del telefono rosse. E Victoria Station forse è
stata riempita di megastore e mcdonald’s, ma se la guardi
da fuori è sempre lei, è la stessa di quelle
foto in bianco e nero che hai trovato a casa con tuo padre
ventenne, è la stessa di sempre.
Il cuore inglese, mezzo titolo della seconda canzone dell’album,
è quello che da senso a questo disco. Perché
Morrissey ha i capelli brizzolati, vive a Los Angeles e sulla
copertina gioca a fare il gangster, ma ancora oggi non esiste
nulla di così visceralmente, intimamente inglese.
Perché forse ai critici americani questo disco non
piacerà, ma come on, cosa volete che ne capiscano,
nelle Colonie?
E quindi, eccoci qui: prima canzone, America is not the World.
Chi altri, se non Lui, potrebbe scrivere un verso come America,
you know where you can shove your hamburger/ And don’t
you wonder why in Estonia (in ESTONIA!) they say:
“Hey you, you big fat pig!”? Johnny Marr
non c’è, ma questo è Morrissey purissimo.
E dopo c’è Morrissey che fa il punk, e anche
piuttosto bene, in Irish Blood, English Heart. C’è
Morrissey che canta le sue linee vocali fantastiche, purissime,
come quella di The World is Full of Crashing Bones, destinata
a diventare un classico del suo repertorio. You Are the Quarry
è un buonissimo album “alla Morrissey”,
di certo il suo migliore da Vauxhall and I, consigliato a
chi ama l’Inghilterra, e a tutti i fan degli Smiths.
Nell’ultimo pezzo dell’album, You Know I Couldn’t
Last, Morrissey canta: The teenagers who love you/ They
will wake up, yawn and kill you, ma non è ancora
arrivato il momento. Non ancora… |