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OKKERVIL RIVER
Black Sheep Boy
label: (2005)
formato: CD
genere: lo-fi, indie rock
riferimenti: Jonathan Meiburg, Zack Thomas
links: http://www.okkervilriver.com/
voto: 9
Austin (Texas), Will Sheff e soci ovvero gli Okkervil River a breve distanza dall’EP “sleep and wake up songs” danno alle stampe un nuovo full-lenght album intitolato “Black Sheep Boy”.
Diciamo che Sheff si è messo una mano sulla coscienza e dopo averci letteralmente spaccato il cuore in mille pezzi con “down the river of golden dreams” ha deciso di mettere le cose al loro posto con un disco che spazia tra Leonard Cohen, Neil Young e i Big Star.

Più che in passato gli Okkervil River riempiono le tracce che compongono il disco di folk e country facendo si che le composizioni si arricchiscano ulteriormente e rendano ancor più incisivo quell’aspetto emotivo e quel pathos che tanto avevano incantato nel precedente lavoro, la voce di Sheff a volte malinconica a volte impetuosa sa come e dove colpire l’ascoltatore ed è allora che non riesci più a scrollarti di dosso la musica di questa band.

“Black Sheep Boy” è il brano di apertura oltre ad essere una cover di tale Tim Harding cantautore americano scomparso a soli 39 anni, il passo successivo è “for real” ed è in brani come questo che ti vien voglia di mettere da parte la ragione e lasciarti andare ad emozioni e sensazioni del momento! perché? Semplicemente perché ha in se quel vigore melodico che incalza senza pietà.
Questo disco è un continuo saliscendi che viene dettato dall’intercalare delle ballate che lo compongono, così ci troviamo davanti una “in a radio song” che riprende quella vena cantautoriale che ricorda il pezzo d’apertura di Hardin, ma ci imbattiamo anche in un brano come “Black” che alza un muro sonoro notevole che poi ritroveremo anche verso la fine del disco in “The latest tough”. L’ispirazione che giace in Will Sheff e soci viene fuori in brani come “So come back, I am waiting” che parte mesta per poi incendiarsi improvvisamente sino al suo termine ed in un episodio come questo le parole e la musica si incastrano perfettamente.

Da tutto ciò si evince che gli Okkervil River propongono nuovamente grande musica eseguita e pensata con il cuore in mano, oltre a questo c’è di base un’invidiabile capacità di creare arrangiamenti sopraffini e di condire il tutto con una vena cantautoriale di alto livello.
Insomma ben vengano nuovi episodi a nome Okkervil River perché dopo aver ascoltato un disco come “Black Sheep Boy” sto già assaporando cosa potranno riservarci con il prossimo album.

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  maggio 2005
 
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