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THE ORB
Live 93 |
label: Island / Inter-Mood
formato: CD
genere: ambient dub, electronica, idm
riferimenti: Orbital, Sun Electric
voto: 8 |
Ragazzi, i live il più
delle volte, diciamolo seriamente, altro non sono che trovate
commerciali per adempiere a degli obblighi commerciali da
parte delle band che in preda a crisi creativa (o meglio quando
i soldi arrivano chi se ne frega tanto la cinghia non la si
stringe più) e/o per soddisfare il loro egocentrismo.
A maggior ragione quanto detto prima potrebbe sposarsi con
un concerto di un gruppo come gli ORB che essendo, come voi
ben sapete, un gruppo di punta della scena electro mal si
presterebbe a immortalare in un supporto fonografico la loro
esibizione che altro, i malpensanti, non potrebbe essere che
una riproduzione statica e senz’anima di quanto artificialmente
preparato in studio e poi riempito dalla “rumore”
della folla, ed invece gli ORB con questo lavoro dissipano
ogni “paura” e ci regalano uno disco “Uno
e Trino” (anche se sono quattro sostanziosi vinili ed
un doppio cd).
Il repertorio che ci viene proposto è preso principalmente
da U.F.ORB e Adventure Beyond the Ultraworld Excursion, più
Plateau e Valley che verranno proposte la prima volta in studio
su Orbus Terrarum, e qui riproposto in una versione molto
più dolce e rilassante quasi che i nostri volessero
massaggiare i nostri neuroni per poi accompagnarli per mano
verso il Paradiso. Il sound che viene emanato ci fa navigare
in quello che è un mare di tranquillità assoluta
dove Little Fluffy Clouds è la barca che ci traghetta
verso l’oasi di una Tower of Dub assassina con il suo
incedere dub ultradilatato memore di attraversamenti sahariani
con Tuareg che usano il basso come arma non convenzionale,
mentre Blue Room con la sua ellisse ambient emana raggi di
sole che ci guideranno nell’attraversamento di questo
deserto che fiorisce mentre noi lo attraversiamo al suono
di queste note.
Così dopo questa passeggiata nel deserto ci crederemo
noi essere i creatori e ci aspetteremo di essere arrivati
al riposo, meritato, del sabato, ed invece ecco spuntare all’improvviso
Assassin che, pari al nome che porta, ci farà capire
che il nostro viaggio non è ancora finito e che dovremmo
prepararci ad assaggiare i “ i frutti magici”
che Biancaneve avrà raccolto nel giardino di Paterson
e compagni, presi per degli stregoni buoni agli occhi della
bimba, che ci spingeranno, a cavallo del Pegasus che stiamo
cavalcando, nei meandri di una favola riscritta per l’occasione
dove ci apparirà all’improvviso il castello dove
la nostra amata aspetta non per il classico bacio ma, per
viaggiare insieme noi verso quel castello fatato che gli ORB
hanno chiamato Spanish Castles in Space.
Tutto questo potrà turbarci e crederemo di sognare
ma il gallo di “A Huge Ever Growing Pulsatine Brain
That Rules From The Centre Ultraworld” ci avvertirà
che abbiamo sognato invece prima di ascoltare questo album,
e che la realtà invece ci è stata rivelata a
noi iniziati da Paterson e soci che hanno innalzato le nostre
menti a quella perfezione che Adamo credeva di raggiungere
mangiando la mela nel Paradiso terreste.
Voi invece non abbiate paura assaggiate e gustate mentre fermi
in mezzo alla costellazione di Orione pregherete che nessuno
venga per riportarvi sulla Terra. |
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