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THE ORDINARY BOYS
Over The Counter Culture

label: Wea (2004)
formato: CD
genere: British Pop
riferimenti: Smiths, Blur, Gene, Jam, Clash
links: http://www.theordinaryboys.com/
voto: 6.5
Disco pienamente in British-style, con chiari agganci alla tradizione Jam+Clash. Sam Preston ha inoltre un cantato tanto simile a Morrissey che arrivi a chiederti se non ci sia Lui dietro a dargli consigli in cuffia. L'influenza deli Smiths è evidente in più tracce, su tutte l'ottimo singolo "week in week out", di gran lunga il migliore episodio di questo "Over The Counter Culture", che, assieme ad una manciata di altri brani quali "the list goes on" e "talk talk talk" chiarisce qual’è il reale potenziale della band.
In quest'ultima sembra di sentire i Blur di dieci anni fa in una sorta di moderna "Parklife", ma ancora più ispirati dagli Smiths di quanto già Albarn & Soci non fossero. Stessa cosa per il pomposo arrangiamento con-fiati-compresi-nel-prezzo di "Seaside". Buona anche la loro versione di "Little Bitch" degli Specials, che mi rimanda alla mente un approccio alla cover con qualche sfumatura alla Sublime.
Purtroppo cè poco altro di buono in questo esordio."Maybe Someday" ne è un chiaro esempio. La traccia che li ha fatti conoscere alla maggioranza del pubblico inglese,di chiara derivazione punk-rock, mi lascia totalmente indifferente, e mi chiedo veramente come si sia potuto costruire questo
gran polverone intorno a una traccia di questo livello... se l'avesse scritta un gruppo di quasi-ventenni della west-coast americana non saremmo qui a parlarne...
"Over The Counter Culture" è un discreto esordio che ci mostra chiaramente l'ottimo potenziale di questa band, ma anche quanto poco i ragazzi ordinari hanno saputo sfruttarlo.
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  agosto 2004
 
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