Nonostante Ed Handley e Andy
Turner (aka Plaid) siano in attività da quindici
anni le loro uscite (sempre su Warp) sono sempre state merce
rara, cosa questa che non può essere deprecata se
pensiamo all'ipertrofia musicale che sovente mette in difficoltà
l'ascoltatore nell'acquisto dell'agognato CD (dato il prezzo
proposto). Ma ipertrofia o non i Plaid, memori del loro
esordio come Black Dog (vi consiglio caldamente di acquistare
i primi due lavori Bytes e Spanner) dove nelle note d'accompagnamento
al primo release si rilevava l'essenza (intesa come "raggiungi
molto con il poco") degli Egiziani nello svolgimento
delle loro opere, con questo nuovo Spokes raggiungono livelli
d'assoluta perfezione vuoi perché da un lato raccolgono
ciò che hanno seminato in questi anni, dall'altro
insegnano ai discepoli (e forse anche ai maestri - leggasi
AFX - ) come buttare la sementa e far sì che questa
cada nel terreno buono (parabola del Buon Seminatore docet).
Sono composizioni che solo ascoltandole superficialmente
possono apparire introspettive in realtà, nascondono
dei camei degni delle migliori colonne sonore cinematografiche
con la differenza che le colonne sonore prese fuori del
situazione cinematografico appaiono prive di mordente, in
questo caso invece se si volesse filmare un film con i suoni
dei Plaid, sarebbe il film privo di mordente senza l'accompagnamento
dei suoni prodotti da Hundley e Turner. Il crescendo emotivo
che ci assale dall'ascoltare queste composizioni non è
minimamente descrivibile se non ascoltando per intero l'album
con la consapevolezza che, almeno per questa volta, il finale
non sarà triste in quanto non ci accorgeremo neanche
che il cd è terminato presi come saremo dai vortici
emozionali nei quali cadremo. Impossibile segnalare dei
brani, il tutto va ascoltato nella sua interezza con la
consapevolezza che con la mente, durante l'ascolto, potremmo
sentirci vicino alla sonda che in questo momento sta esplorando
Marte.
P.S.: Dieci anni fa la musica di Hundley e Turner venne
etichettata come "Techno Intelligente". Ora la
etichettano come IDM (intelligence dance music). Poi non
ci lamentiamo dopo tutte ste stronzate sulle etichette,
così tanto amate dai ragazzini, che il mercato discografico
sta scadendo: tra poco inizieranno a girare anche i volantini
nelle buche da lettere con annesso disco e relativa etichetta
(sic!) |