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PLAID recensione PLAID PLAID PLAID
Spokes
label: Warp (2003)
formato: CD
genere: Electronica
riferimenti: Isan, Boards Of Canada
links: http://www.plaid.co.uk/
voto: 9

Nonostante Ed Handley e Andy Turner (aka Plaid) siano in attività da quindici anni le loro uscite (sempre su Warp) sono sempre state merce rara, cosa questa che non può essere deprecata se pensiamo all'ipertrofia musicale che sovente mette in difficoltà l'ascoltatore nell'acquisto dell'agognato CD (dato il prezzo proposto). Ma ipertrofia o non i Plaid, memori del loro esordio come Black Dog (vi consiglio caldamente di acquistare i primi due lavori Bytes e Spanner) dove nelle note d'accompagnamento al primo release si rilevava l'essenza (intesa come "raggiungi molto con il poco") degli Egiziani nello svolgimento delle loro opere, con questo nuovo Spokes raggiungono livelli d'assoluta perfezione vuoi perché da un lato raccolgono ciò che hanno seminato in questi anni, dall'altro insegnano ai discepoli (e forse anche ai maestri - leggasi AFX - ) come buttare la sementa e far sì che questa cada nel terreno buono (parabola del Buon Seminatore docet).
Sono composizioni che solo ascoltandole superficialmente possono apparire introspettive in realtà, nascondono dei camei degni delle migliori colonne sonore cinematografiche con la differenza che le colonne sonore prese fuori del situazione cinematografico appaiono prive di mordente, in questo caso invece se si volesse filmare un film con i suoni dei Plaid, sarebbe il film privo di mordente senza l'accompagnamento dei suoni prodotti da Hundley e Turner. Il crescendo emotivo che ci assale dall'ascoltare queste composizioni non è minimamente descrivibile se non ascoltando per intero l'album con la consapevolezza che, almeno per questa volta, il finale non sarà triste in quanto non ci accorgeremo neanche che il cd è terminato presi come saremo dai vortici emozionali nei quali cadremo. Impossibile segnalare dei brani, il tutto va ascoltato nella sua interezza con la consapevolezza che con la mente, durante l'ascolto, potremmo sentirci vicino alla sonda che in questo momento sta esplorando Marte.

P.S.: Dieci anni fa la musica di Hundley e Turner venne etichettata come "Techno Intelligente". Ora la etichettano come IDM (intelligence dance music). Poi non ci lamentiamo dopo tutte ste stronzate sulle etichette, così tanto amate dai ragazzini, che il mercato discografico sta scadendo: tra poco inizieranno a girare anche i volantini nelle buche da lettere con annesso disco e relativa etichetta (sic!)

invia la tua recensione Gianluca D'Amato
  marzo 2004
 
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