Vai a vedere che tra qualche mese sarà il Gass lo strumento più amato dalla maggior parte degli indie rockers sparsi nel pianeta. Ok, si chiederanno i lettori più curiosi, ma che diavolo è il Gass? Presto detto: il Gass è uno strumento a metà strada tra la chitarra e il basso elettrico (Gass, appunto) ideato e suonato da un giovanotto di nome Aron Sanchez che, assieme al cantante e strimpellatore di piano giocattolo(!) Paul Fustere al batterista Jarrod Ruby, ha dato vita a questo trio di adorabili cazzoni (dare un’occhiata alle foto di copertina, please) chiamato Proton Proton.
Proveniente da New York (Brooklyn per la precisione), la band ha pubblicato nel corso del 2005 due ep omonimi rigorosamente autoprodotti reperibili solo via internet, il secondo dei quali è quello che stringiamo fra le mani.
I quasi venti minuti di durata del dischetto sono un concentrato del miglior rock indipendente statunitense degli ultimi dieci/quindici anni, i brani sono caratterizzati da sonorità accattivanti e sbarazzine e filano via che è un piacere.
"Plates", il pezzo d’apertura, ha un andamento ritmico che ricorda i Fugazi, ma riesce nello stesso tempo ad essere sfacciatamente pop con quel na-na-na-na nel ritornello che fa molto Weezer; "Major Solution" poi, altro non è che un gran pezzo di indie rock nel solco della tradizione di gruppi come Modest Mouse e Death Cab For Cutie. Da segnalare inoltre la sofferta "Aloha" con un giro di basso (sorry, di gass) ostinato e martellante e le melodie sghembe della conclusiva "Sunset Raft". Il tutto condito da quella giusta dose di (auto) ironia che trasuda da ogni nota e rende l’ascolto ancora più piacevole.
Certo, il sound della band è ancora un po’ acerbo, ma i ragazzi hanno tutte le qualità per poter crescere e migliorare.
Buone nuove dall’underground statunitense.
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